NUOVA TECNICA TESTATA PER UN VACCINO A BASE DI mRNA CONTRO L’AIDS

Nello specifico, il vaccino è una parte della proteina Env di Hiv ingegnerizzata in modo da stimolare ed aumentare una rarissima popolazione di cellule B naïve in grado di produrre precursori di VRC01, un certo tipo di bnAb che interagisce direttam  ente con il sito di legame per il recettore CD4, che l’Hiv utilizza per legarsi alle cellule che infetta.

data di pubblicazione:

2 Gennaio 2023

Un nuovo studio sembra convalidare una recente tecnica, fondata su un approccio mirato alla linea germinale per la vaccinazione contro l’Hiv, alla base della sperimentazione clinica del primo vaccino a base di mRNA contro l’Aids. Secondo quanto spiega un ricercatore italiano che sta partecipando alla ricerca: “Il vaccino sperimentale testato nell’ambito dello studio IAVI G001, ha dimostrato il successo nello stimolare il sistema immunitario ad avviare il processo di generazione di un certo tipo di anticorpi neutralizzanti ad ampio spettro contro l’Hiv (bnAbs). Nello specifico, il vaccino è una parte della proteina Env di Hiv ingegnerizzata in modo da stimolare ed aumentare una rarissima popolazione di cellule B naïve in grado di produrre precursori di VRC01, un certo tipo di bnAb che interagisce direttam  ente con il sito di legame per il recettore CD4, che l’Hiv utilizza per legarsi alle cellule che infetta. Questo approccio è chiamato “targeting della linea germinale” e rappresenta il primo passo verso la produzione di anticorpi come VRC01. Essendo le cellule B precursori di VRC01 molto rare, la strategia è quella dapprima di aumentarne il numero con un vaccino fatto “ad hoc” e poi di stimolarle di nuovo con diverse versioni di Env via via sempre più simili alla proteina originale del virus. Questo concetto si chiama “vaccinazione sequenziale”. In altri termini, il tentativo è di arrivare allo sviluppo di una terapia vaccinale che prevede diverse somministrazioni con booster che attivano funzioni diverse. L‘obiettivo è che il sistema immunitario riesca a sviluppare una resistenza specifica contro il virus.

Secondo un’altra ricercatrice italiana, Angela Lombardo: “Sono in corso due studi clinici di Fase I basati su IAVI G001, un altro su (IAVI G002 ) in quattro siti negli Stati Uniti e un altro ancora (IAVI G003) presso il Center for Family Health Research di Kigali, Ruanda, e The Aurum Institute di Tembisa, Sud Africa. Entrambi stanno testando la consegna dell’mRNA dell’eOD-GT8 60mer che è stato valutato come proteina ricombinante in IAVI G001, e lo studio statunitense include un antigene boost progettato dal laboratorio Schief e fornito con la tecnologia Moderna mRNA. Una terza prova ( HVTN302), in dieci siti negli Stati Uniti, sta testando la somministrazione di mRNA di tre diversi composti chimici della superficie del virus Hiv stabilizzati e progettati nel laboratorio Schief che sono candidati per diventare un eventuale booster in fase avanzata in vaccini multifase che mirano a indurre bnAbs. L’uso della tecnologia dell’mRNA potrebbe accelerare significativamente il ritmo dello sviluppo del vaccino contro l’Hiv in quanto consente una produzione più rapida del materiale della sperimentazione clinica. Alla fine, l’obiettivo è un regime vaccinale in più fasi con l’obiettivo di suscitare diversi tipi di bnAbs”.

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