LA MONTAGNATERAPIA COME STRUMENTO DI LAVORO SULLA SALUTE MENTALE E SULLE DIPENDENZE

data di pubblicazione:

6 Dicembre 2022

La montagnaterapia come strumento in più per affrontare il problema della salute mentale, delle dipendenze e dello stress è quanto racconta un articolo sul sito di SanitàInformazione. Non si tratta di “semplici gite” in montagna o all’aria aperta, ma di progetti strutturati, nei tempi e nelle modalità, che prevedono camminate in montagna, con il supporto e l’accompagnamento di professioni sanitari e tecnici della montagna.
Pratica il cui il primato italiano per il suo utilizzo come strumento di cura spetta ad  Angelo Brega, direttore di psichiatria dell’ospedale di Feltre. Brega parla di “(…) una valenza riabilitativa molto varia con diversi ambiti di applicazione, camminare in montagna consente di ascoltare il proprio corpo, sentirsi immersi in una natura accogliente, ma anche scoprire con umiltà e piccoli passi che certi limiti si possono superare, mentre altri devono essere rispettati. Per alcuni le barriere sono fisiche, per altri sono interiori come la paura di non farcela, la solitudine, l’incomunicabilità, il disagio psichico, ma quando a fatica si raggiunge la vetta si ha la possibilità di guardare il mondo da un’altra prospettiva”.
Si tratta di una disciplina nata negli USA all’inizio del 900′ e che successivamente si sviluppa lentamente in Europa e poi in Italia. Utilizzata inizialmente in ambito psichiatrico, lentamente si apre anche a persone con altre problematiche legate alle dipendenze o alla disabilità.
Oggi una delle realtà più importanti in Italia è la SIMONT (Società Italiana Montagnaterapia) che si pone come punto di riferimento per “(…) in ambito medico, scelgono di intraprendere percorsi in quota per migliorare la condizioni di pazienti affetti da patologie della mente”.
L’obiettivo che Brega e SIMONT si pongono con la loro attività è quello di “conoscere e vivere la montagna per imparare a gestire le emozioni che attraversano la mente“.
Non si parla solo di trekking tra le azioni proposte, ma anche di sci di fondo e arrampicata sportiva da fare in gruppi che possono andare da sei a dodici persone. Escursioni che possono svolgersi nell’arco di un anno intero e che prevedono incontri preliminari e di restituzione per vedere gli effetti che hanno sui partecipanti.
Brega sottolinea l’importanza, per il buon esito dell’esperienza, di creare gruppi (…) omogenei, costituiti sulla base delle motivazioni, che fanno riferimento ad un servizio di salute mentale o di dipendenze, ma che hanno comunque obiettivi personalizzati”

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