RAPPRESENTAZIONI DEL FENOMENO HIKIKOMORI IN FRANCIA – PRIMA PARTE

un articolo del quotidiano Le Figaro

Secondo Marie-Jeanne Guedj, psichiatra dell'ospedale Sainte-Anne à Paris e fondatrice dell'Association francophone pour l'étude et la recherche sur les hikikomori, non esiste una definizione sulla quale vi sia consenso, salvo per la durata della reclusione, che deve essere almeno di sei mesi e il fatto che in prevalenza coinvolga giovani.

data di pubblicazione:

6 Ottobre 2022

Secondo un articolo del quotidiano Le Figaro, in Francia la discussione pubblica e il sistema d’intervento attorno alla questione hikikomori è ancora allo stato iniziale. Prima di tutto, in Francia non vi è affatto accordo, fra i pochi specialisti della materia, sui criteri di identificazione del fenomeno. Secondo Marie-Jeanne Guedj, psichiatra dell’ospedale Sainte-Anne à Paris e fondatrice dell’Association francophone pour l’étude et la recherche sur les hikikomori, non esiste una definizione sulla quale vi sia consenso, salvo per la durata della reclusione, che deve essere almeno di sei mesi e il fatto che in prevalenza coinvolga giovani. Uno degli interrogativi centrali sui quali si discute in maniera accesa è a partire da quale grado di reclusione si può definire tale condotta riconducibile in modo proprio a hikikomori. Ugualmente, la distinzione fra casi primari e casi secondari (presenza di disturbi di tipo psichiatrico) è soggetta a discussioni. Le persone auto-confinate che soffrono di depressione, ansia o di siturbi di personalità non si isolano volontariamente. Secondo Marie-Jeanne Guedj «la maggioranza degli hikikomori non se ne lamentano, al contrario, in quanto scelgono deliberamente tale comportamento».

Un’attitudine che non è riconosciuta sul piano medico perché non vi è associata alcuna diagnosi. Anche nell’ultima classificazione americana delle malattie, hikikomori non compare. Per Guedj hikikomori non rappresenta uno stato, ma una condotta, nella quale numerosi e instabili parametri entrano in gioco. In definitiva, l’assenza di un quadro classificatorio chiaro pone forti limiti rispetto a un censimento o a una stima del numero di hikikomori in Francia, cosa provata dall’assenza di studi nazionali sulla quantificazione del fenomeno.

 

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