I PERICOLI DI UNA POLITICA "PRO-DROGA" IN AMERICA LATINA

data di pubblicazione:

17 Agosto 2022

L’elezione a Presidente della Repubblica della Colombia dell’ex guerrigliero Gustavo Petro potrebbe rappresentare, anche per le politiche sulle droghe, un momento di svolta storico, poiché Petro ha lasciato intendere che vorrebbe modificare l’attuale legislazione e politiche sulle droghe, considerate un fallimento. Contro l’idea di depenalizzare la produzione e il consumo di coca, però, vi sono anche in Colombia importanti esponenti politici, come Francisco Santos, ex vicepresidente della Repubblica del governo di Uribe, che la ritengono un’opzione piuttosto velleitaria e pericolosa. Secondo Santos, il risultato dei cambiamenti promessi potrebbe peggiorare la situazione, aumentando i volumi di produzione e di traffico della coca in Colombia:  “Cercheranno di cambiare in raccolti legali quelli illegali di grande redditività,e lì andranno a schiantarsi contro il mondo. Quel che è certo è che quello che provano non riusciranno a realizzare, soprattutto quello che ha a che fare con la coca e quello che andremo a vedere è un momento drammatico dei raccolti
Si teme che accada in Colombia la stessa cosa che è successa in Bolivia con Evo Morales e in Ecuador con Correa, che hanno parlato del fallimento della lotta alla droga e poi hanno espulso la DEA e altre agenzie dai loro Paesi e aumentato la coltivazione della coca.
Penso che accadrà la stessa cosa che è successa in Bolivia con Morales e in Ecuador con Correa. Non mi stupirei se la DEA diventasse un’entità che non ha dialogo con lo Stato, che è quasi come espellerla, non credo che la espelleranno qui in Colombia per via dell’importante rapporto che ha con gli Stati Uniti in materia e la storia che abbiamo. Ma non prestare attenzione a loro e minimizzare il lavoro, questo è ciò che genererà molta più coltivazione di coca, molta più permeabilità del denaro della coca in politica e molto più potere per i trafficanti di droga.”

Di grande durezza appare il commento di Santos alla possibilità che la Colombia, sotto la presidenza di Petro, si unisca ad altri paesi favorevoli a un cambiamento della legislazione antidroga a livello internazionale: “Al momento il fronte pro-droga sta facendo progressi nella conquista di alcuni governi della regione come Bolivia, Perù, Colombia e Argentina.
“Nel caso della Bolivia, la proposta di Evo Morales di sostituire l’eradicazione della coca con l’eradicazione volontaria si è rivelata una falsità, una bugia poiché l’aveva proposta e ha imposto attraverso il suo governo del 2006 di moltiplicare per tre le piantagioni di coca in Bolivia”, ha raccontato il giornalista.
Ciò significa che l’eradicazione volontaria non è altro che una menzogna che copre un intero piano volto per espandere l’area di coltivazione della coca in Bolivia e convertire questo paese, secondo me, nell’Afghanistan del Sud America.
È la prima volta nella storia moderna che un’attività illegale diventa un motivo ideologico che mira a confrontarsi con una corrente internazionale rivale. Questa ideologia che in realtà non ha un nome, perché non è marxista o comunista o socialista, è semplicemente pro-droga.”

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