AUDIZIONE SUL GIOCO D'AZZARDO: L'ASSOCIAZIONE ALEA FA IL PUNTO

data di pubblicazione:

24 Giugno 2022

Un rappresentante dell’associazione ALEA, (associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio), il Dott. Maurizio Fiasco, è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico per avere un quadro aggiornato sul tema del gioco d’azzardo in Italia.  I numeri in questo campo sono sempre stati fondamentali e il Dott. Fiasco ha iniziato proprio da questi, sottolineando che il flusso di denaro speso per il gioco dall’anno 2000 al 2021 è aumentato enormemente, passando dagli 11 mld ai 111 mld circa. Tutto questo con una diminuzione delle entrate erariali, per lo stato e per i privati,  che è passata dal 38% al 10%. La ragione di questa situazione è da attribuirsi prevalentemente all’aumento del gioco online, una modalità che sta trovando molto spazio fra la popolazione giovanile e che ha fatto lievitare anche le ore passate a giocare passando dalle “(…) 4,2 del gioco fisico, alle 19,2 dell’online rendendo “la reiterazione dell’online una struttura fondamentale di questo nuovo approccio al gioco”. Questo fa si che il gioco, con il passare del tempo e con modalità particolari,  possa diventare una vera e propria patologia, tanto che dal 2012 (Decreto Balduzzi) si sta cercando di dotare i servizi pubblici di strumenti e modalità idonee per la cura di questi disturbi.
Altri numeri portati dal rappresentante di ALEA sono stati quelli riguardanti i numeri e tipologia di giocatori: “(…) Nel 2018 l’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato 18,5 mln di giocatori di cui 700 mila minori. Dei giocatori totali, 5,1 mln vengono classificati come abitudinari e 1,5 mln come problematici. Sempre nello stesso anno l’80% del consumo lordo (outcome) è stato collegato agli abitudinari, e il 20% di questi si è visto che utilizzano l’80% del proprio tempo sociale per giocare”.
Per quanto riguarda l’accesso ai servizi e l’eventuale presa in carico delle persone, secondo il relatore la soglia d’accesso rimane ancora troppo alta, legata al riconoscimento della propria malattia, delle procedure di accesso e della ricerca di un modello di cura personalizzato. Al 2011 risale l’ultima rilevazione del numero di persone in cura presso i servizi, fatta dal Dipartimento politiche antidroga, che si stimano in 4.500 persone, che “(…) dovevano essere affette anche da una patologia primaria documentata (esempio tabagismo, alcolismo ecc.).
Altre due aspetto trattati, su richiesta di alcuni parlamentari della commissione hanno riguardato il rapporto tra gioco minorile e illegalità e tra gioco legale e illegale. Al primo quesito è stato risposto che questo “(…) è un tema riconosciuto tanto che l’OMS nel 2019 ha chiesto ai paesi di legiferare in tre anni una codificazione del rapporto tra gambling e gaming, a causa della loro stretta analogia sulla produzione industriale che porta alla dipendenza patologica”.
Per quanto riguarda il legame tra gioco illegale e legale il Dott. Fiasco sostiene che “(…) se si azzerasse il gioco legale non si avrebbe l’effetto desiderato della scomparsa concomitante del gioco illegale, bisogna trovare un punto d’equilibrio, il passaggio fondamentale non è il proibizionismo ma la regolazione del gioco”.  

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