DROGHE E GUERRA: UN PROFONDO INTRECCIO CHE PARTE DA LONTANO

data di pubblicazione:

25 Aprile 2022

Dall’avvio delle operazioni militari russe contro l’Ucraina, l’Europa sembra fare i conti con la propria storia e i propri fantasmi legati alle guerre. Appare quindi utile confrontarsi con un tema classico legato alle guerre: l’uso geopolitico delle sostanze. Una recensione di Michele Lupo del volume di Peter Andreas, Killer High. Storia della guerra in sei droghe, Maltemi, 2021, affronta il tema in modo diretto. Prima di tutto, è utile fare una tipologia degli intrecci fra droghe e guerra: “La guerra “sotto l’effetto di droghe” è solo la declinazione più ovvia del tema; ci sono esempi di guerre “grazie alla droga” come nel caso del narcotraffico da cui ricavare somme gigantesche per avviare conflitti, o “per la droga”, laddove contese cruente nascono per accaparrarsene i mercati, e naturalmente la militarizzazione di interi apparati polizieschi e bellici “contro la droga”, spesso pretesto per attaccare altri paesi – e basterebbe una memoria a breve termine per riandare con la mente agli USA degli ultimi decenni per capire di cosa parliamo, a partire dall’invasione contro Panama.”

Come spiega in modo sintetico e chiaro Lupo, se è dall’antichità che è possibile trovare un uso di droghe finalizzato a raggiungere una maggiore efficienza e resistenza in combattimento, è solo a partire dalla modernità che le droghe diventano un affare geopolitico di primaria importanza. L’uso di singole sostanze, il traffico illegale o il controllo di sostanze diventano pretesti per scatenare guerre: “Fu poi Reagan a fare lo scatto decisivo per favorire l’ingresso delle forze armate in un attacco – direzione America latina – contro i Cartelli, i Pablo Escobar etc, offensiva cui la propaganda conferì un’aura ideologica di ennesima battaglia contro il male. Per restare alla cocaina, tutti sanno come masticare foglie di coca fosse pratica millenaria nella stessa America precolombiana, e che all’uso spontaneo delle origini si sostituì la forzatura coatta imposta dai colonizzatori spagnoli del ‘500 quando compresero che in quel modo potevano meglio costringere gli indigeni alle fatiche minerarie che li avrebbero sterminati.

Insomma, la vicenda parte da molto lontano e il libro è utilissimo per mostrare come sia parziale l’immaginario tardofreak che associa all’uso delle droghe un qualche paradiso autoindotto (ci perdoni il sommo Baudelaire) – via di fuga necessitata dal dolore, piuttosto, dagli stenti, dall’obbligo di essere più forti e resistenti – discretamente impazziti non per farsi veggenti (Rimbaud, tu eri un’altra cosa) ma per meglio e più in fretta uccidere il nemico. Come fecero i nazisti a mangiarsi la Polonia in così poco tempo scatenando la seconda guerra mondiale? Come poterono i nemici inglesi dirsi sconcertati per la rapidità dell’invasione? Diciamo che un aiuto non trascurabile arrivò alla Wermacht dagli abbondanti rifornimenti di metamfetamina, e al diavolo per l’occasione l’ideologia ufficiale del Terzo Reich che l’uso di droga condannava duramente. Non era per lo sballo, la metamfetamina, quello psichedelico figuriamoci: t’incattiviva a dovere piuttosto, ti teneva sveglio per mezza settimana di seguito ed esaltava la ben nota ideologia della forza. Passava la fame e aumentava la voglia di menare mazzate – Blitzkrieg, e ti credo.

E il rum per gli inglesi? Amatissimo, da soldati e non, si sarebbe rivelato un’arma a doppio taglio. Piaceva anche ai coloni, specie quelli del Rodhe Island e del New England, che impararono anche a farci affari. Fino a quando la Corona inglese iniziò a fare un po’ di conti e a scoprire che il contrabbando degli emigrati impoveriva le sue casse. Motivi seri per mettersi muso contro muso e aizzare gli animi già pronti alla Rivoluzione. Vinta la quale i nuovi americani scoprirono che il whisky non era meno buono del rum, e che, soprattutto, costava meno produrlo: padri (inglesi) e figli (americani) furono però d’accordo nello spargere litri di rum prima, di whisky poi fra i pellerossa e così fiaccarne le residue capacità di resistenza.”

LINK ALL’ARTICOLO

Ti potrebbe interessare anche
25 Settembre 2026

Invecchiare con l’HIV: una guida

Una guida con consigli pratici per un invecchiamento in salute

24 Settembre 2026

I rischi del consumo di alcol in gravidanza

Non esiste alcuna quantità minima di alcol considerata sicura o tollerabile

23 Settembre 2026

I rischi dell’esposizione al fumo passivo

Tutti i prodotti contenenti nicotina espongono chi sta accanto allo stesso rischio?

22 Settembre 2026

Aumentano le morti per overdose in Europa

Gli oppiodi, la cocaina e il policonsumo sono le cause principali

22 Settembre 2026

L’alcol entra nello scontro sui dazi tra Canada e USA

In Canada, il boicottaggio dell'alcol ha compattato l'opinione pubblica

21 Settembre 2026

Overdose in calo negli USA

Nel 2025 le morti per overdose sono state il 14% in meno del 2024

21 Settembre 2026

Psicofarmaci e disturbi del comportamento alimentare

Il loro utilizzo influisce sull'aumento del peso corporeo?

20 Settembre 2026

Dalla lobby al bancone

Un libro che racconta il potere delle lobby del vino in Francia

19 Settembre 2026

CURARSI CON IL VINO

Libri brutti podcast

18 Settembre 2026

Dopamina e cibo: un legame profondo

Nel contesto dell'alimentazione, la dopamina attiva il circuito della ricompensa e la sua funzione principale consiste nel governare il desiderio.

17 Settembre 2026

Overdose: un problema di salute pubblica

Emergenza medica o reato? Il bivio drammatico delle overdose in Libano

16 Settembre 2026

Alcol e prevenzione nelle scuole

Unplugged e Smashed sono due progetti che riescono a coinvolgere efficacemente studentesse e studenti

15 Settembre 2026

Prevenzione del virus HIV e diritti negati nei paesi africani

Le persone LGBTQ+ sono sempre più discriminate rendendo l'accesso alle cure contro l'HIV difficile

14 Settembre 2026

Cocaina: dalla scoperta alla sua proibizione

Dalla pianta di coca alla produzione di cocaina cloridrato

13 Settembre 2026

Una riflessione sul ruolo biologico e culturale dell’ebbrezza

Il bere si configura storicamente come una sofisticata grammatica sociale e una forma di "time out"

12 Settembre 2026

In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca

il nuovo governo colombiano prepara un progetto pilota con il glufosinato d’ammonio

11 Settembre 2026
10 Settembre 2026

Il patteggiamento di Meta: nuove misure ma non sufficienti

Come dovrebbe essere un social network?

9 Settembre 2026

Smettere di fumare

le sigarette elettroniche come strumento efficace

8 Settembre 2026

Contesto carcerario e consumo di sostanze

Il 32,7% dei detenuti ha una diagnosi di dipendenza patologica da sostanze.