CONSUMI DI ALCOL NEI GIOVANI, LOCKDOWN E MOVIDA

data di pubblicazione:

11 Ottobre 2021

Uno degli interrogativi chiave che da mesi si pongono i professionisti e gli operatori delle dipendenze riguarda l’impatto del lockdown sui consumi di alcol nella popolazione giovanile, specie in relazione alla movida e agli stili di consumo eccessivi. Se è probabilmente ancora troppo presto per misurare appieno la portata e le caratteristiche dei cambiamenti apportati dalla pandemia sui consumi di sostanze, sono disponibili le prime indagini che provano a stimare gli effetti del lockdown sui giovani. L’Osservatorio Giovani e Alcol (OPGA) e il CNR CID-Ethics hanno realizzato un’indagine sugli atteggiamenti e sui comportamenti dei giovani di Roma e Milano  nel periodo del lockdown, intervistando 240 ragazzi fra 18 e 30 anni. Nell’ambito dell’indagine, è stato approfondito il tema dei consumi di alcol e degli stili di consumo e di divertimento. “Ne è emerso che la maggioranza dei ragazzi intervistati si è attenuta alle regole, anche se solo nel 30% dei casi senza difficoltà. I più giovani in particolare (18-21 anni) sembrano aver faticato più degli altri ad adattarsi: lo afferma il 75% dei 18enni milanesi e il 64% di quelli romani. I partecipanti al sondaggio hanno sofferto molto nella sfera relazionale (oltre l’80%), ma anche in quella psicologica, in particolare nella fascia d’età 22-26 a Milano e 26-30 a Roma. Rispetto ai consumi di bevande alcoliche, a Milano il 48% non ha cambiato abitudini, il 21% si dichiara astemio, il 14% ha bevuto meno alcolici, e l’11% di più. Di coloro che hanno bevuto più drink in una sola occasione sia prima che dopo il Covid, pari al 7% degli intervistati, il 5,1% lo ha fatto più di prima, ed l’1,4% meno di prima. A Roma il 41% non ha cambiato abitudini di consumo, il 29% è astemio, il 14% ha bevuto meno alcolici ed il 5% di più. Del 2% che dichiara di aver bevuto più drink in una sola occasione, il 5% dice di averlo fatto meno di prima ed il 4% più di prima.

I giovani romani dichiarano di aver provato meno paura per il contagio dei loro coetanei milanesi, forse per la diversa diffusione del virus nel Paese, mentre tra maschi e femmine sono queste ultime ad aver patito di più il timore per la pandemia, cosa che si evince anche dal fatto che hanno modificato più dei maschi le proprie abitudini nei consumi di alcol durante l’emergenza sanitaria: a Milano il 17% ha bevuto più frequentemente, contro il 5% circa dei ragazzi, e il 18% ha bevuto meno contro una media del 14% (calo concentrato soprattutto nella fascia d’età 22-25 anni). Dai dati raccolti emerge anche una percentuale di astemi del 21% a Milano e del 29% a Roma. L’atteggiamento verso le riaperture e la possibilità di tornare ad una forma di divertimento vicina a quella pre-pandemia è simile nelle due città. La maggior parte (46%) ha intenzione di riprendere le stesse abitudini, tendenza che emerge in modo particolare tra i diciottenni romani: quasi il 65% dà questa risposta, contro il 46% dei milanesi.”

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