MINORI E ADESCAMENTO : CHILD GROOMING

data di pubblicazione:

4 Aprile 2021

Riportiamo di seguito una sintesi di un articolo pubblicato dall’Osservatorio Adolescenza che tratta dei reali pericoli dell’adescamento online di minori.
Il fenomeno del child grooming: termine con il quale si fa riferimento all’adescamento di soggetti minorenni ad opera di un adulto o comunque di età maggiore rispetto a quella della vittima.

“I bambini non dovrebbero interagire online con chi non conoscono nella realtà.
Quando vengono fatte richieste strane, o si verificano situazioni “idilliache” dove l’altro dice sempre la cosa giusta al momento giusto, vuole creare relazioni uniche, molto spesso dietro si cela qualcosa che non va. E in quel caso i ragazzi dovrebbero avvisare i genitori”.
A parlare dei pericoli dell’adescamento online è la psicologa e psicoterapeuta Maura Manca.
L’Osservatorio Nazionale Adolescenza ha diffuso alcuni dati: quasi 3 bambini su 10 tra i 9 e i 10 anni hanno un profilo su Tik Tok, 1 su 10 della stessa età su Instagram e 1 su 10 ha un suo canale YouTube.
Il 96% dei bambini guarda video su YouTube e il 43% su Tik Tok.

Più di 2 bambini su 10 danno l’amicizia a persone che non conoscono e quasi il 20% di loro interagisce con utenti sconosciuti. I bambini sono sempre più iperconnessi e interconnessi, fanno uso delle chat, possiedono un loro smartphone o usano quello dei genitori senza un controllo appropriato.

Questo fa sì che i minori siano sempre più esposti e rischino di incorrere in persone che sfruttano la rete alla ricerca di soggetti da adescare. Il fenomeno del child grooming: termine con il quale si fa riferimento all’adescamento di soggetti minorenni ad opera di un adulto o comunque di età maggiore rispetto a quella della vittima, è sottovalutato: i genitori dovrebbero prestare attenzione. Dall’altra parte ci sono adescatori abili e preparati, nascosti dietro profili insospettabili.

Il profilo dell’adescatore
Sono spesso mascherati da coetanei in grado di parlare il loro linguaggio, di giocare bene ai videogiochi e di interagire con loro.
Usano tutti i canali possibili, studiano le loro abitudini e le loro aree di interesse.
Sfruttano i videogiochi, i vari blog e profili social per poi cercare di spostare le conversazioni nelle chat private. Interagiscono nei commenti dei video.
Conquistano la loro fiducia di bambini e ragazzi interagendo con loro anche per mesi, fino a quando non sono in grado di manipolarli mentalmente e indurli a soddisfare le loro richieste. Il bambino generalmente si vergogna o ha paura di raccontare quello che gli è accaduto e non si apre con gli adulti.
«Purtroppo tanti genitori e insegnanti si fanno ingannare dalla dimestichezza con la quale i bambini utilizzano gli strumenti tecnologici. Il fatto che sappiano usare uno smartphone e tutte le sue applicazioni, non significa che abbiano la consapevolezza di ciò che fanno e che siano pronti per un corretto utilizzo. Non sono in grado di riconoscere i pericoli della rete e di identificare quando qualcuno sta cercando di entrare nella loro cerchia di fiducia per adescarli.

Arginare il grooming
Serve educazione digitale. In quest’ottica è stato realizzato “Tanto non ci casco. Caccia a chi ti inganna in rete“, un progetto rivolto ai bambini di 9 e 10 anni, ai loro genitori, nonni e insegnanti.
Un progetto interattivo che ha raggruppato 12 scuole su tutto il territorio nazionale, 86 classi per un totale di 1576 bambini, finanziato da Google.org all’Osservatorio Nazionale Adolescenza. Sono stati coinvolti i bambini in prima persona attraverso un gioco online suddiviso in quattro sezioni: giochi online, chat, selfie, compiti e ricerche online. Per la realizzazione del gioco e della piattaforma digitale ci si è avvalsi della collaborazione di Scuola Channel. È stato ideato e realizzato un gioco a premi, con un attestato finale di Campione della rete, che prevedeva il superamento di diversi livelli con le relative spiegazioni sul perché compiere o non compiere una specifica azione. Alle famiglie e agli insegnanti è stato consegnato un kit virtuale contenente video e infografiche in grado di spiegare cosa sia l’adescamento online, come avviene, quali sono i segnali per riconoscerlo e cosa fare in caso di adescamento.

Un lavoro sinergico che ha evidenziato quanto ci sia bisogno di lavorare su questi aspetti in maniera sistematica. Il progetto ha aiutato i bambini a incrementare l’utilizzo sicuro della rete, a gestire in modo adeguato dati e informazioni personali, ad acquisire strumenti per riconoscere e gestire i rischi online e a costruire relazioni più adattive con i propri coetanei anche nella sfera virtuale.
Numerosi insegnanti e genitori hanno lavorato in prima persona, acquisendo strumenti efficaci per aiutarli nel loro navigare in sicurezza.
I genitori dovrebbero dare dei limiti. Mettere i blocchi, le impostazioni della privacy, controllare la cronologia delle loro attività in rete. Più sono piccoli, meno lo devono usare da soli, neanche nelle chat con i compagni di classe perché spesso sono proprio le chat private il maggior diffusore di materiale che non deve circolare tra bambini.
Monitorare non significa invadere la loro privacy, significa star loro accanto. Non basta controllare, bisogna insegnargli a navigare correttamente e se un genitore ha delle lacune deve avvalersi dell’aiuto di esperti in grado di insegnargli come essere una guida efficace.

Per approfondimenti:
https://scuolachannel.it/projects/home/tantononcicasco/il_progetto/

 

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