PANDEMIA ED EFFETTI SUI CARTELLI IN SUD AMERICA

data di pubblicazione:

10 Dicembre 2020

Seppure pubblicato alcuni mesi fa, un articolo originariamente apparso su Affari Internazionali propone interessanti considerazioni sull‘impatto della pandemia rispetto al traffico internazionale di sostanze e sull’attività dei cartelli in Sud America. In un panorama di perenne instabilità politica e sociale presente in molti stati sud-americani, il blocco causato dal Covid-19 rischia di paralizzare alcune attività criminali legate al traffico di droga. Al tempo stesso, è fondamentale capire come evolve la domanda di sostanza nei mercati più ricchi, come quello nord-americano. “Il 2020 è un anno drammatico per il pianeta, ma forse lo è ancor di più per l’America Latina. La crisi del Covid-19 non è che l’ultimo di una serie di problemi che hanno pervaso l’intero continente, vessato da alti livelli di instabilità politica, corruzione endemica e violenza criminale. Il sensibile indebolimento delle istituzioni statali e dell’economia regionale stanno già aumentando gli spazi di marginalità, lasciando alla criminalitá organizzata l’opportunità di guadagnare controllo socio-territoriale (…)

Vediamo quindi che la pandemia e le conseguenti complicazioni economiche arrivano in un momento di debolezza istituzionale per l’America Latina.

Cartelli e crisi pandemica

Tuttavia, se i governi regionali non se la passano bene, il crimine organizzato se la passa peggio. Perché il mercato illecito prosperi, i cartelli hanno la necessità di controllare un territorio e parti della società, e l’attuale crisi sta minando proprio questa loro capacità. Non di sola droga vivono i cartelli. Con le strade vuote e i negozi chiusi, è impossibile portare a termine sequestri ed estorsioni, mentre il furto di benzina (“huachicoleo”) non è più profittevole. Vi è quindi la necessità di differenziare rapidamente il business. La domanda è come, e soprattutto se questo implicherà un aumento del già altissimo livello di omicidi.

I grandi cartelli messicani, come Jalisco Nueva Generación o el Cartel de Sinaloa, hanno sufficienti risorse per resistere alla crisi, quindi è improbabile che aumentino il livello di violenza, almeno nel breve termine. Attualmente, questi cartelli stanno distribuendo aiuti ai civili in difficoltà nel tentativo di aumentare il loro capitale politico in aree strategiche. La situazione è diversa per i gruppi criminali minori, che dipendono principalmente dall’estorsione. Queste bande potrebbero spostarsi verso il saccheggio di piccole aziende, accanendosi verso le frange più vulnerabili della popolazione.

Mercati alternativi

È inoltre possibile che i cartelli si spostino sul mercato medico e inizino a produrre e contrabbandare medicinali e apparecchiature utilizzati nel trattamento di Covid-19. Tuttavia, la capacità dei cartelli di penetrare questo mercato dipende dalle loro capacità tecniche. I cartelli con migliori laboratori e competenze saranno in grado di infiltrarsi nel mercato medico, mentre quelli con meno risorse potrebbero saccheggiare ospedali e farmacie al fine di rivendere i prodotti nel mercato nero.

Attualmente, è impossibile prevedere quando e se la crisi causerà un aumento degli indici di violenza. Tuttavia, è facilmente prevedibile un cambio sostanziale nell’equilibrio tra cartelli, delle geografie criminali e dei modelli di business. Oggi, una parte significativa delle entrate dei cartelli messicani proviene dal mercato statunitense della metanfetamina, che si stima abbia un valore annuo di circa 5 miliardi di dollari. I cartelli messicani importano efedrina e benzil metil chetone (Bmk) – precursori del crystal meth – dalla Cina, lo trasformano in metanfetamina sul suolo messicano e lo rivendono negli Stati Uniti.

Il blocco del coronavirus in Cina ha ridotto di oltre il 50% di prodotti chimici dalla Cina, causando un aumento senza precedenti dei prezzi al consumo di crystal meth. Per questa ragione, il mercato probabilmente cercherà droghe alternative. Il crystal meth può essere sostituito con il crack, un derivato della cocaina proveniente dalla Colombia. Vediamo quindi, che il corridoio latinoamericano della droga sarà fondamentale nel garantire la sopravvivenza del business criminale.

Narcos tra breve e lungo periodo

Questo aumento della dipendenza dalla catena di fornitura latinoamericana causerà un aumento del peso specifico dei cartelli del centro e sud America, a sfavore di quelli messicani, ma anche un aumento della vulnerabilità del mercato, data la minore diversificazione di fornitori e prodotti. L’effetto del lockdown sul traffico di droga in America Latina è forte ma non devastante. La coca viene prodotta in zone remote di Bolivia, Perù, Colombia ed Ecuador, dove il controllo delle autorità statali è quasi nullo.

Nel breve periodo, i cartelli conserveranno facilmente le loro rotte in sud America, poiché queste organizzazioni sono ben armate. Tuttavia, nel lungo termine, la carenza di liquidità potrebbe compromettere la capacità di questi cartelli di mantenere il controllo sui loro territori. È inoltre improbabile che il traffico di droga in Venezuela subisca un rallentamento, anche qualora il regime chavista cadesse. Il Venezuela necessita di un processo di State-building e della creazione di meccanismi di controllo, cosa impossibile se non nel lungo periodo.

I prossimi mesi saranno cruciali per l’industria della droga. La catena di fornitura latinoamericana continuerà a funzionare – anche se a volume ridotto – così che il futuro del narcotraffico dipenderà dalla capacità dei cartelli messicani di mantenere canali di spaccio negli Usa, e dalla domanda di sostanze illecite negli Usa. La catena di fornitura latinoamericana continuerà a funzionare – anche se a volume ridotto – così che il futuro del narcotraffico dipenderà dalla capacità dei cartelli messicani di mantenere canali di spaccio negli Usa, e dalla domanda di sostanze illecite negli Usa.

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