MOTIVAZIONI, USO E MODELLI DI CONSUMO DELLE SOSTANZE DURANTE IL CONFINAMENTO

data di pubblicazione:

14 Novembre 2020

Tra marzo e maggio 2020, è stata effettuata una ricerca in tre paesi europei – Italia, Spagna, Portogallo – per indagare cosa stava cambiando nella vita e nei modelli di uso dei consumatori ricreazionali e frequentatori di party setting. Di seguito, si evidenziano i risultati più significativi emersi fra i consumatori italiani, dal Rapporto di ricerca Lockdown e uso di sostanze. Una ricerca esplorativa, a cura di Elisa Fornero e Ilaria Fineschi Piccinin. Le ricercatrici hanno analizzato 311 risposte, equamente divise tra uomini e donne, di età media 32 anni. Fra le principali tendneze raccolte, si segnala come dato di fondo che il consumatore cambia i propri comportamenti di uso adattandoli al diverso setting. In particolare, diminuisce in modo massiccio  l’uso di sostanze stimolanti e “di tutte le droghe abitualmente usate in contesti sociali, perché ne viene meno, insieme al contesto, anche il significato e il piacere. Tiene e a volte aumenta l’uso di cannabis, soprattutto per chi vive da solo, mentre diminuisce per chi vive il lockdown in famiglia. L’uso di alcool aumenta, ma con andamenti non particolarmente importanti, e in modo differenziato”.

Di seguito, si riportano alcuni passaggi del report: “Decrementa notevolmente l’uso di sostanze per socializzare (-81%) e per provare piacere (-32%) anche se quest’ultima motivazione rimane la principale assieme a “per sfogare stress e ansia”. Aumentano leggermente gli scopi “evadere dalla realtà”(5%) e “aiutarsi a dormire” (14%). Un dato che colpisce è l’aumento del 45% di persone che usa sostanze “per evitare la solitudine”. Rispetto alla fascia di età, si rileva che gli item “evadere dalla realtà” e“sfogare stress e ansia” negli under 30 non variano mentre aumentano negli over 30 (+28% il primo e +18% il secondo). Le donne dichiarano di usare sostanze “per dormire”(+37%) e “per evitare la solitudine” (+80%). Diminuisce sensibilmente lo scopo di “socializzazione”e “per provare nuove esperienze” in tutte le categorie. Per chi abita con amici e chi abita in famiglia diminuiscono tutte le motivazioni, tranne che “evitare la solitudine”o “per dormire”, stabili o in leggero aumento. Per chi vive con il partner o da solo aumentano le motivazioni “per sfogare lo stress e l’ansia”, “per evadere dalla realtà”, “per evitare la solitudine”o “per aiutarsi a dormire”. Per chi abita con il partner aumenta (+20%) l’uso di sostanze per fare sesso, dato che diminuisce nel resto del campione.

(…) Si registra una generale diminuzione di utilizzo anche di sostanze, soprattutto a scopo ricreativo, come ipotizzato da alcuni autori (Dietze Peacock, 2020; Global Initiative Against Organized Crime, 2020) e ciò succede in maniera evidente per le c.d. party drugs (MDMA, cocaina, ketamina, LSD). Significativa la riduzione dell’uso di marijuana, dato che va messo in relazione con una diminuzione di disponibilità della stessa un suo aumento di prezzo. Il lockdown non influisce invece in maniera significativa sui consumi nel caso di coabitazioni, con partner o amici/coinquilini; per questi i pattern di consumo non variano quanto per coloro che invece si trovano in una situazione in cui non sono presenti pari (famiglia, vivere da soli). In generale, l’uso quotidiano di cannabinoidi non varia, ma incrementa leggermente l’uso quotidiano di alcool. Nel lockdown aumentano motivazioni all’uso di sostanze che paiono essere una strategia di fronteggiamento della situazione negativa: si registra un +45% di uso per “evitare la solitudine” (+80% donne) e diminuisce in maniera significativa l’uso in setting ricreativi. E’ quindi possibile in questo caso avere un esempio di come il setting influenzi il set che di conseguenza agisce su un pattern di consumo. E’ comunque possibile affermare che l’uso ricreativo di sostanze non va a inficiare l’autodeterminazione e le strategie di autoregolazione e autoprotezione del soggetto. E’ riconducibile a un setting di natura ludica e le persone si dimostrano sensibili alla riflessione nel merito dei rischi che possono correre: se non sono calcolati, si astengono dal prenderli. Tuttavia, in un contesto di isolamento sociale aumentano le persone che decidono di utilizzare sostanze per far fronte ad emozioni negative, soprattutto nel genere femminile“.

LINK AL RAPPORTO DI RICERCA

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