EVIDENZE SUL RISCHIO MAFIE NEL GIOCO D'AZZARDO

data di pubblicazione:

1 Ottobre 2020

Marco Dotti, esperto di gioco d’azzardo, espone interessanti riflessioni, in un articolo pubblicato sul settimanale Vita, a proposito dei nessi fra gioco d’azzardo, Covid-19 e criminalità organizzata. Sono infatti molteplici i segnali di pericolo che dovrebbero allarmare gli esperti e gli operatori sui rischi di un’ulteriore espansione della presenza della criminalità nell’industria del gioco d’azzardo e di conseguenza di un aumento dei volumi di gioco e del numero di giocatori con disturbi specifici. Il punto di vista adottato da Dotti è che, a causa degli stravolgimenti posti dalla pandemia, l’attenzione va rivolta alle configurazioni del sistema di gioco:  “La pandemia ha scombinato tutto. Il nostro sguardo, allora, dalla prospettiva del soggetto (il giocatore), deve concentrarsi sul sistema. Perché nel sistema e nella sua configurazione (questa è la convinzione di chi scrive) sta il problema”. Due documenti fra tutti rappresentano chiari campanelli d’allarme sulla maggiore penetrazione delle mafie  della criminalità nell’industria del gioco: l’ultima relazione semestrale della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) e un documento dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), struttura di intelligence della Banca d’Italia dove confluiscono le segnalazioni sui flussi finanziari anomali, sospetti di riciclaggio e finanziamento di terrorismo.

Secondo l’UIF «dagli scambi con controparti estere emerge che la criminalità organizzata è particolarmente attiva anche nella gestione di attività di gioco su scala transnazionale» (…) Le minacce, spiegano gli analisti di UIF, provengono prevalentemente da: a) infiltrazioni nella proprietà di esponenti della criminalità organizzata; b) manipolazione di partite per determinare il risultato e alterare le scommesse; c) acquisto di biglietti vincenti o realizzazione di scommesse sicure utilizzando diversi conti e puntando su ogni possibile risultato al fine di ridurre o eliminare la possibilità di perdita; d) acquisto di fiches, tokens o trasferimento di risorse tra conti di gioco; e) sviluppo di piattaforme online non autorizzate da parte di organizzazioni criminali». Sul piano interno, il settore dei giochi e delle scommesse «risulta appetibile per la criminalità organizzata, presente su quasi tutta la filiera, ivi compresa la gestione e il noleggio degli apparecchi di gioco»

La relazione semestrale della DIA è altrettanta chiara nel segnalare grosse problematiche relative a un aumento di infiltrazioni e di interessi criminali nel gioco d’azzardo sia legale che illegale, sia fisico che online. “Il Capitolo XIII del Rapporto della Dia è esplicitamente dedicato al focus Mafia e Giochi, ma in tutto il documento si leggono riferimenti molto chiari e indicativi: tutte le organizzazioni criminali hanno oramai individuato nel doppio binario legale-illegale dell’azzardo uno strumento di riciclaggio e controllo territoriale, oltre che di allocazione di capitale umano e risorse finanziarie”.

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