MOVIDA, STILI DI CONSUMO DELLE SOSTANZE E PANDEMIA

data di pubblicazione:

9 Giugno 2020

Riccardo Gatti, medico psichiatra e responsabile del Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL città di Milano, sostiene in un’intervista che i cambiamenti negli stili di consumo durante il lockdown hanno reso evidente come si possa incidere sulle “situazioni”, come la movida, che favoriscono determinati consumi. Le evidenze raccolte in questi mesi hanno dimostrato che, se è vero che lo spaccio si è riorganizzato, “chi le utilizzava in occasioni specifiche, come la movida, i ritrovi giovanili, lo stadio, le feste, non ha più potuto trovare occasioni a cui legare questo consumo”. Ciò indica che la graduale ripresa della  vita sociale potrebbe essere l’occasione giusta per ripensare tutta una serie di attività informali. “Il lockdown dettato dall’emergenza Covid19, evidenzia, “è stata è la prova che esiste ormai tutta una serie di occasioni costruita apposta per far consumare sostanze legali e illegali, o magari tutte e due insieme. Queste occasioni sono molto legate alle grandi aggregazioni di persone per cui”, avendo ‘chiuso l’Italia’, “una grossa parte di consumo si è attenuata. Abbiamo avuto un numero molto inferiore di interventi di emergenza urgenza in strada. E’ quindi consono fare un appello per dire che nei prossimi mesi e anche nei prossimi anni bisognerebbe studiare un modo diverso di fare industria e di fare aggregazione, e avere uno spazio anche per ripensare al modo di ritrovarsi e vivere tutelando la salute. Ma è un’antica lotta fra il bene e il male”.

In ogni caso, avverte l’esperto, “se alcune persone sono state messe nelle condizioni di doversi ‘contenere’, mi ha colpito venire a sapere che chi voleva la droga l’ha ricevuta a domicilio senza neanche un grande aumento di prezzi. Il mercato si è organizzato in modo rapido ed efficiente e ha approfittato della riduzione dei consumi occasionali per avere un magazzino per gli usi abituali. Le persone non riuscivano a vedersi con la fidanzata ma la droga gli arrivava a casa. Siamo di fronte a uno dei mercati più efficienti del mondo“, avverte.

Ore bisogna pensare a come gestire il ritorno a una sorta di normalità sociale. “La crisi della produzione agricola – evidenzia Gatti – potrebbe portare a un passaggio ‘generazionale’ tra le droghe di origine naturale a quelle di origine sintetica. E’ possibile che in parte questo avvenga prima mischiando le sostanze poco per volta, ma questa rivoluzione è già iniziata in altre parti del mondo e penso possa prendere piede da noi, catalizzata dalla situazione che stiamo vivendo. E dobbiamo stare attenti perché a livello di controlli, sia nei pronto soccorso che nei luoghi di cura, non siamo preparati, continuiamo a indagare sempre le solite 6 o 7 sostanze. Ma dobbiamo pensare che le epidemie non sono causate solo da virus: l’uso del fentanyl in Usa ha portato a una vera emergenza nazionale. E se per Covid-19 potrebbero morire 100mila persone negli Stati Uniti, ricordiamo che le overdose ne fanno segnare ogni anno 70mila”.

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