FEDERSERD AL GOVERNO: VELOCIZZARE L'IMMISSIONE DI FARMACI LONG ACTING

data di pubblicazione:

20 Aprile 2020

Un documento di FeDerSerD, firmato dal presidente nazionale Guido Faillace, esprime elementi di analisi e di approfondimento sulla specifica vulnerabilità della popolazione di riferimento dei SerD, spesso con patologie infettive e con comportamenti tali da esporli maggiormente al rischio di infezione da SARS-CoV-2. Per ridurre i fattori di rischio di utenti e del personale sanitario, Faillace propone di velocizzare la immissione in prontuario farmaceutico dei farmaci long acting, per diminuire i rischi di musos e diversione.

“All’interno del SSN i SerD hanno sempre occupato uno spazio cruciale. I nostri servizi sono stati e sono in prima linea per fronteggiare la infezione da HIV, in prima linea per la cura di una patologia grave, la tossicodipendenza, che attanaglia e riduce un gran numero di persone nella emarginazione e nel degrado fino a costituirne il serbatoio, più pericoloso e difficile da eradicare, di un gran numero di patologie infettive, dalla epatite da HCV alla malattia COVID -19. È compito di una società scientifica autorevole come FeDerSerD anche rappresentare i motivi che richiedono una attenzione particolare. È evidente che curando i tossicodipendenti ci troviamo di fronte ad una popolazione eterogenea con presenza di comportamenti rischiosi e con una percentuale non irrilevante di situazioni di marginalità sociale che non solo li espongono maggiormente al rischio di infezione da SARS-CoV-2, ma che ne fanno una categoria a più alto potenziale di gravità per la salute pubblica, come si evidenzia anche dalla letteratura più recente e autorevole (Lancet 11 marzo 2020).

Il personale che lavora nei SerD ha in carico un gran numero di pazienti, oggi di gran lunga troppo numeroso rispetto alle risorse disponibili, caratterizzata da una elevata afferenza, da una frequenza anche giornaliera, dalla presenza di pazienti immunocompromessi in carico e di pazienti che – per stile di vita – debbono essere considerati ad alto rischio di “contatto e di diffusione per SARS-CoV-2”. Oltre 100.000 persone in cura assumono farmaci a base di oppiacei specifici per le terapie. I SerD rappresentano quindi un chiaro esempio di intervento sul territorio e tutela della salute pubblica. Per questi motivi CHIEDIAMO AI DECISORI POLITICI E AGLI ORGANI REGOLATORI di velocizzare la immissione in prontuario farmaceutico dei farmaci long acting, con la possibilità di somministrazione del farmaco per lunghi periodi a tutela dei pazienti e della collettività, evitando il possibile incremento di fenomeni di diversione e misuso”.

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