LE SOSTANZE E I CONSUMATORI AI TEMPI DEL COVID-19

data di pubblicazione:

17 Marzo 2020

Riccardo Gatti, medico, specialista in psichiatria e psicoterapeuta, elenca alcuni temi e problemi legati al consumo di sostanze ai tempi del Covid-19 che spaziano dalle problematiche di “rifornimento” delle sostanze alle forme di aiuto per le persone dipendenti, dalla possibile restrizione nell’operatività di alcuni servizi per le dipendenze alle difficoltà di ridurre o interrompere i consumi da soli. Scrive Gatti: “Anche chi usa droghe deve capire che il mondo è cambiato e cambierà … e fare la sua parte, come tutti. Ma, in concreto, cosa può fare adesso? Alla faccia dei manuali diagnostico – statistici che classificano qualunque cosa come una patologia, perché partono dall’esperienza di chi vede soprattutto malati, ci sono molte persone che usano droghe per scelta, non ne sono dipendenti e ne possono fare a meno. La leggenda che chiunque usa droghe è un tossicodipendente è, appunto, una leggenda di cui talvolta si fa un uso strumentale, per ottenere vantaggi altrimenti non ottenibili. Le persone che usano droghe corrono rischi importanti: prima o poi possono perdere il controllo della situazione dal punto di vista fisico (malattie) o anche psichico. Ma se usano droghe, non ne sono dipendenti e ne possono fare a meno … adesso è il momento di rinunciare ad usarle, poi si vedrà: anche una pausa di riflessione, a volte, aiuta a capirsi meglio. (…) Chi dipende da sostanze illecite ha, come dicevo prima,  problemi in più, perché a differenza degli alcolisti o dei tabagisti, anche il solo procurarsi droga può essere un problema e, comunque, come nella dipendenza da sostanze lecite, smettere non è affatto facile e, in alcuni casi, diventa anche molto problematico. Quindi l’indicazione più semplice è quella di farsi aiutare. I Servizi Dipendenze, almeno per ora, funzionano e, se non potranno agire in modo strutturato e multidisciplinare, come in condizioni “normali” andrebbe fatto, saranno comunque capaci di fornire supporto, almeno per ridurre il consumo di droghe in chi ne è dipendente

(…) Oggi la pandemia da coronavirus sta rendendo difficile la vita di tutti noi. In caso di dipendenza patologica il Servizio Pubblico Dipendenze (SERD) di zona può essere abbia alcune difficoltà operative, assolutamente comprensibili, ma esiste sempre la possibilità di fare qualcosa per migliorare la situazione. Anche se le difficoltà operative dei Servizi di cura diventassero più grandi, eviterei,  il “fai da te” nel momento in cui si decide di affrontare la propria dipendenza da sostanze. Bisogna agire sempre sotto il controllo o almeno la supervisione di un medico. E se proprio si vuole fare qualcosa da soli, per agevolare il percorso, in attesa, magari, di essere presi in carico e fare passi ulteriori, una ragionevole, moderata e progressiva riduzione del consumi, può essere una buona scelta. 

La riduzione deve essere ragionevole, moderata e progressiva, per non provocare reazioni abnormi dell’organismo e malesseri che portino al fallimento della azione. Ciò tenendo presente che, ritornare ai dosaggi precedenti dopo aver ridotto i consumi, potrebbe causare una overdose, soprattutto ma non esclusivamente, in chi usa oppiacei. Quindi … grandissima prudenza!”.

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