GAME@SCHOOL : OLIMPIADI DEL VIDEOGIOCO NELLA DIDATTICA

data di pubblicazione:

25 Febbraio 2020

Game@School ha coinvolto 17 scuole sparse sul territorio. Ogni squadra, composta dai 2 ai 4 partecipanti, è stata impegnata, per nove ore, nella creazione di un videogioco sulla base di un tema.
Le Olimpiadi del videogioco lasciano ampio spazio alla creatività al problem solving.

Trecentodieci squadre iscritte, 1200 studenti coinvolti, 17 sedi in tutta Italia: si è svolto a febbraio il Game@School, le Olimpiadi del Videogioco nella Didattica, iniziativa organizzata da ImparaDigitale, con partner Comune di Bergamo e Indire. Ormai giunte alla 4a edizione, le Olimpiadi, attraverso la leva strategica dell’empatia generata dal gioco, puntano a diffondere gli aspetti pedagogici del videogioco nella scuola digitale odierna. Le squadre sono composte da ragazzi dello stesso istituto (da 2 a 4 partecipanti) e divise in 3 categorie (primaria, secondaria primo grado e secondaria secondo grado). Ogni sede, il 15 febbraio scorso, si è collegata con Bergamo (capofila) via web. Una volta letto il tema in tutte le sedi è partita la competizione. Assolutamente esclusi gli adulti o chiunque potesse aiutare i ragazzi. Le tecnologie sono di proprietà dei partecipanti (potevano portare attrezzature utili al progetto). Durata della manifestazione: dalle 9,30 alle 18,30. I ragazzi dovevano compilare una scheda in cui dovevano riportare gli obiettivi del videogioco, il target di riferimento che dovrebbe usare il videogioco, la struttura (livelli, sfide, incentivi per i giocatori), e soprattutto dovevano mettere in evidenza quali discipline erano coinvolte. Una volta compilato il documento, dovevano creare una demo, o anche il videogioco completo. Alla fine era prevista la registrazione di un video di non più di 3 minuti mostrando le immagini del monitor e spiegando a voce gli obiettivi.
La giuria esaminerà il video, consegnato su chiavetta Usb, e individuerà le 3 squadre vincitrici per ogni categoria. La manifestazione è completamente gratuita e i ragazzi riceveranno dei premi donati dagli sponsor.

L’importanza della creazione

«Creare un videogioco non è un’attività puramente ludica– spiega Dianora Bardi, presidente di ImparaDigitale- Sono tante le competenze che quest’attività fa acquisire: collaboratività, e quindi capacità di lavorare in team, responsabilità nei confronti dei rischi, creatività, problem solving, gestione dei conflitti, acquisizione di social skill». Entusiasti i presidi che hanno aderito: «Siamo ben felici di ospitare nell’istituto comprensivo Ronchi di Cellamare- Bari ben 32 delle squadre iscritte- spiega il preside, il prof. Angelo Canio D’Alessio- Noi cerchiamo di essere riferimento nello studio e sperimentazione dei processi educativi mediati dalle tecnologie digitali, dando spazio nella pratica quotidiana alle strategie meta-cognitive di apprendimento e di apprendimento ludico.

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