DROGHE E SOCIAL

data di pubblicazione:

28 Agosto 2019

Più di un terzo delle persone che pubblica sui social network, invia messaggi di testo e appare in foto, è sotto l’influenza di droghe (34%) e poi se ne pente (21%), secondo uno studio del Centro di Drug Use e HIV / HCV Research presso l’Università di New York (USA).
Lo studio, pubblicato sulla rivista ‘Substance Abuse’, è stato condotto esaminando i dati di 872 adulti intervistati mentre entravano in concerti di musica elettronica (EDM) a New York City, e che hanno risposto sul loro consumo di droga attuale o precedente. Ai partecipanti è stato chiesto se avevano consumato droghe mentre scrivevano sui social media, durante lo scambio di telefonate e messaggi di testo o di foto. Gli è stato anche chiesto se si erano ravveduti di quanto fatto: “almeno uno su cinque si è pentito dopo aver partecipato a questi scambi mentre era sotto l’effetto di droghe, e in alcuni casi avrebbero potuto esser causa di situazioni socialmente dannose o imbarazzanti”, ha spiegato Joseph Palamar, autore principale dello studio e professore associato di “Salute della popolazione” nella facoltà di medicina dell’Università di New York.
Inoltre, oltre la metà (55,9%) aveva inviato messaggi di testo o chiamato qualcuno mentre era sotto l’effetto di droghe ed il 30% si era pentito di questo.
Tra loro, quasi la metà (47,6%) aveva scattato una foto mentre si drogava, e il 32,7% se ne era pentito in seguito.
Secondo il ricercatore “ci possono anche essere conseguenze negative per la propria carriera, dal momento che la maggior parte dei datori di lavoro utilizza oggi le piattaforme dei social media per selezionare persone e non è escluso che possano cercare prove dell’uso di sostanze”.

Donne e giovani, i gruppi a rischio maggiore
Secondo i dati dello studio, le donne e i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni hanno un rischio particolarmente elevato di pubblicare sui social network sotto l’effetto di droghe ed hanno anche maggiori probabilità di inviare messaggi di testo, effettuare chiamate e ricevere foto mentre gli effetti di queste sostanze erano elevati.
Rispetto ad altri consumatori, quelli di marijuana sono di più, seguiti dai consumatori di cocaina.
“I risultati suggeriscono la necessità di programmi di prevenzione o riduzione dei danni per educare i gruppi ad alto rischio non solo sugli effetti negativi sulla salute dell’uso di sostanze, ma anche sui possibili risvolti sociali negativi”, ha affermato Austin Le, ricercatore associato presso il Dipartimento della Salute dell’Università di New York.
I ricercatori sostengono che siccome i programmi di prevenzione si sono concentrati sulla sicurezza fisica – ad esempio, non guidare dopo aver bevuto – sarebbe opportuno che questi programmi prendano in considerazione anche l’uso di un telefono cellulare mentre una persona è sotto l’influenza di droghe.
Secondo Palmar occorrerebbero “metodi come l’uso di applicazioni per impedire l’invio di messaggi di testo mentre si è sotto l’effetto di droghe, o quantomeno per ritardare la pubblicazione degli interventi sui social network fino a quando gli effetti delle droghe sono terminati, possono aiutare a ridurre al minimo i danni sociali”.

Articolo pubblicato su Europa Press del 09/08/2019
Fonte: Aduc

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