IL MERCATO DELLE DROGHE ON LINE

data di pubblicazione:

23 Agosto 2019

Spice e shaboo, ma anche allucinogeni e stimolanti: le nuove droghe si comprano online
Sono 29 le nuove sostanze psicoattive (NSP) inserite nel 2017 nella tabella contenente l’indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Cambiano le sostanze, il loro utilizzo, ma anche il commercio.
Dagli ultimi dati disponibili della Relazione annuale al parlamento emerge che le attività connesse agli stupefacenti siano aumentate e rappresentino più o meno il 75% delle attività illegali. Si parla di 14,4 miliardi di euro in sostanze stupefacenti in Italia, di cui il 40% collegabile al consumo di cocaina e il 28% all’utilizzo della cannabis e dei suoi derivati.
L’Istat ha stimato circa 6,2 milioni di consumatori di cannabis, 1 milione di utilizzatori di cocaina, 258 mila di eroina e 590 mila consumatori di altre sostanze chimiche some LSD, ecstasy e anfetamine.

È un mercato che con il tempo cambia e si sviluppa: sta aumentano infatti il consumo di altri tipi di sostanze, più facilmente reperibili e occultabili. Come i farmaci da banco, utilizzati per aumentare (e alterare) le facoltà cognitive come la memoria, l’attenzione o il sonno. Tra questi, pasticche farmacologiche che possono essere acquistate in rete quali buprenorfina, naloxone, rivotril, tavor, sildefanil e ossicodone, con un principio attivo del 21%. E queste sono denominate “smart drugs”, le “droghe intelligenti”, capaci in qualche modo di potenziare le prestazioni umane.
Nel 2017, sono state inserite 29 nuove sostanze psicoattive (NPS) nella tabella contenente l’indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope, altro segnale che il mercato sta mutando e così anche le sostanze utilizzate dagli italiani.
Lo studio IPSAD (Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs, che che si occupa di rilevare e monitorare i comportamenti a rischio legati al consumo di sostanze psicoattive nella popolazione italiana di età compresa tra 15-64 anni) stima che in Italia un terzo della popolazione residente abbia assunto almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita, tale percentuale scende al 10,6% se si fa riferimento solo al 2017.

L’avanzamento delle droghe sintetiche
Confrontando i dati rilevati nelle precedenti edizioni dello studio, i trend dei consumi risultano in crescita. Al primo posto tra gli utilizzi preferiti dai giovani si mantiene la cannabis, la seconda è la cocaina e terze le NPS che superano così il consumo di eroina.
Si stima infatti che nel 2017 sia stato lo 0,6% ad aver fatto ricorso all’eroina, ovvero circa 220 mila persone considerando la fascia di età dai 15 ai 64 anni. È invece il 3,5% della popolazione ad aver utilizzato stimolanti come amfetamine ed ecstasy almeno una volta della vita e lo 0,4%, oltre 150 mila, nel 2017. Ciò che è da segnalare è che oltre 250 mila persone tra i 15 e i 64 anni dichiara di aver utilizzato lo scorso anno NPS, compresi cannabinoidi (Spice), catinoni sintetici e oppioidi sintetici (painkillers), che altro non sono che farmaci antidolorifici come l’ossicodone e il fentanile utilizzati per “sballare”, e che possono arrivare alla creazione della cosiddetta “eroina sintetica”.

La Spice è infatti commercializzata come incenso o profumatore ambientale e venduta “non per uso umano”. È individuata in diverse miscele vegetali, definite herbal mixture o herbal blend e viene generalmente assunta per via respiratoria attraverso il consumo di sigarette contenenti questa sostanza vegetale a cui vengono aggiunte tali molecole di sintesi.

I catinoni, preparati sintetici derivati da sostanze contenute nella pianta del Khat e detti “sali da bagno”, vengono venduti in compresse di vari colori e forme, in capsule, in polvere e in cristalli e quindi possono essere ingeriti, sniffati, fumati o assunti per via iniettiva o rettale. Hanno un effetto stimolante, simile a quello delle amfetamine, della cocaina e di alcuni prodotti medici con uso antidepressivo, o contro la narcolessia.

Un’altra droga che si è inserita da pochi anni del commercio illegale, ma che nel 2017 ha coinvolto, insieme all’utilizzo di altre metanfetamine nella loro forma più pura, circa 200 mila italiani è la Shaboo: una droga sintetica che ha risultati euforici immediati, con un effetto stimolante fino a dieci volte maggiore della cocaina. Però, provoca anche ansia, tensione, irritabilità, pensiero e comportamento irrazionale, insonnia, perdita di appetito, deterioramento mentale. Chimicamente, è affine alla Crystal meth (metanfetamina in cristalli) e si fuma sulla stagnola.

Studenti e adolescenti sono tra i primi acquirenti
Il dato che però è importante sottolineare è che ad acquistare queste droghe sintetiche sono prevalentemente adolescenti, ragazzi tra i 15 e i 20 anni. La conferma arriva dallo studio ESPAD Italia condotto nel 2017: il 34,2% degli studenti (percentuale che, riportata alla totalità degli studenti di 15-19 anni, equivale a circa 880.000 ragazzi) ha riferito di aver utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita. Il 26% ha invece riportato di averne fatto uso nel corso dell’ultimo anno. Tra questi ultimi, l’89,5% ha assunto una sola sostanza illegale e il restante 10,5% è definibile un “poliutilizzatore”, avendo assunto due o più sostanze. Il confronto con i risultati delle precedenti rilevazioni evidenzia come negli ultimi cinque anni il consumo nel corso della vita sia leggermente aumentato.
Il 13,9% degli studenti, quindi circa 360.000 ragazzi, ha riferito di aver utilizzato almeno una volta nel corso della propria vita una o più delle cosiddette NPS tra le quali si ascrivono cannabinoidi sintetici, catinoni sintetici e oppiodi sintetici. Il dato registra un aumento rispetto al 2016, dove si arrestava all’11,6%. Fra le NPS le sostanze più diffuse sono quelle attribuibili alla categoria dei cannabinoidi sintetici (Spice), consumati almeno una volta dall’11,9% degli studenti. La maggior parte (63,7%), inoltre, riferisce di averle consumate come un miscuglio di erbe, ma anche sotto forma di pasticche (36,8%), polveri e cristalli (34% per entrambe le tipologie), mentre sono meno diffuse quelle in forma liquida (22,6%). Non solo, anche la Salvia Divinorum, pianta dagli effetti psichedelici molto potenti, è stata utilizzata dall’1,6% degli studenti, cioè circa 41.000, almeno una volta nella vita.

L’acquisto si sposta online
È necessario sottolineare che lo spaccio è cambiato, spostandosi dalle strade e dalle piazze per arrivare direttamente (e comodamente) su internet. Il reperimento è differente in base alla sostanza psicoattiva che si sta cercando: più frequente è la ricerca online di allucinogeni (15,9%), secondi invece sono gli oppiacei (8,1%) e terzi gli stimolanti (7,6%). Più difficili da trovare online, invece, sono la cocaina (4%) e la cannabis (4%). Chiaramente, non basta cercare su google per poter comprare droghe in rete. Bisogna saper utilizzare quel mondo sommerso che è il deepweb, fornirsi di monete virtuali e Bitcoin, per non lasciare traccia.

Come sono cambiate le “droghe classiche”
Le droghe più conosciute però, anche nelle loro tradizioni e caratteristiche, stanno variando e assumono livelli di purezza sempre più alti e pericolosi. Per marijuana e hashish infatti, è stato rilevato un valore medio di THC (tetraidrocannabinolo, il principio attivo) maggiore del 110% rispetto al 2016. Raddoppia la quantità media di principio attivo rilevato anche nella cocaina e, seppur in misura minore, crescono anche la purezza di eroina e metamfetamine. Per l’eroina si osserva un’alta variabilità nella concentrazione di principio attivo presente che, se come valore minimo raggiunge lo 0,1% e come valore massimo il 48%, ha la mediana del 17%. Per quanto riguarda la cocaina, invece, si riscontra un aumento del valore percentuale medio in principio attivo del 107% (cocaina pura al 68%).

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