LA GESTIONE DELLE OVERDOSE DA OPPIODI

data di pubblicazione:

20 Maggio 2019

Un articolo di Edoardo Cozzolino et alter approfondisce il tema della gestione delle overdose da oppioidi, mettendo in luce possibili miglioramenti nelle strategie d’intervento. La prevenzione/gestione dell’overdose da oppiodi, in Italia, è affidata, sostanzialmente, a due pilastri: da una parte i SerD, che somministrano trattamenti con farmaci sostitutivi (OST) con finalità di riduzione del rischi,  e dall’altra i servizi di Riduzione del Danno (RdD), che si caratterizzano per la distribuzione di Naloxone. Il Naloxone, farmaco salvavita di cui la normativa italiana permette l’acquisto senza ricetta, ha tuttavia una disponibilità ancora piuttosto limitata. Tale farmaco è utilizzato nel sistema delle emergenze e pronto soccorso e nei programmi di Take Home Naloxone (THN; distribuzione di naloxone ai consumatori e alle loro reti amicali). “La disponibilità di una nuova formulazione di Naloxone, la intra-nasale, grazie alla sua più facile somministrazione, rappresenta un’opportunità offrendo una nuova soluzione per la prevenzione e gestione delle overdose. Obiettivo primario è quello di creare un network tra gli attori coinvolti nel meccanismo di prevenzione e gestione delle OD, consolidando il ruolo di chi è già attivamente coinvolto nel processo e coinvolgendo nuove figure e modalità d’azione.

Il piano d’azione dell’UE in materia di lotta contro la droga  2017-2020 indica la opportunità e necessità di promuovere e ampliare i programmi finalizzati alla disponibilità in tempi utili del naloxone. Specificamente indica la opportunità di prevenire più efficacemente la mortalità legata alla droga in funzione delle circostanze nazionali, come ad esempio nel caso degli oppiacei, fornendo accesso a dosaggi farmaceutici autorizzati di medicinali contenenti naloxone specificamente certificati per il trattamento di sintomi da overdose di oppiacei da parte di non professionisti formati, in mancanza di personale medico. Indica inoltre la opportunità di formazione sul naloxone per non professionisti, quale prerequisito indispensabile per la realizzazione di programmi sicuri per il consumo a domicilio

E’ evidente che non si combatte la diffusione dell’overdose da eroina (sempre più spesso, tra l’altro, correlata all’uso contemporaneo di diverse sostanze quali alcool e benzodiazepine piuttosto che alla sola eroina) col solo strumento della distribuzione di Naloxone, ma attraverso strategie complesse, quali campagne di educazione/informazione tra i soggetti che usano eroina, distribuzione di materiale, promozione di programmi di trattamento sostitutivi, ecc.  Nessuno di tali programmi è in contrapposizione o viene contrastato da programmi di distribuzione del Naloxone. Programmi di formazione possono spesso essere integrati in programmi di educazione preesistenti sull’overdose o in altri programmi di sensibilizzazione, e mentre i guadagni potenziali di intervento sono significativi in termini di vite salvate, i potenziali costi sociali o economici sono bassi.  Nel contesto italiano in cui è già strutturato il concetto di THN, la formulazione spray nasale di naloxone promette un miglioramento dell’efficacia dell’intervento. Per via della facilità di somministrazione che non richiede manovre mediche complesse questa formulazione rappresenta una opportunità per rendere più efficaci le strategie di intervento già in essere e per individuare nuovi setting d’azione e nuovi attori da inserire nel quadro operativo per la prevenzione delle OD”.

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