GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO, RIPARTITI IN TOSCANA 3,1 MLN DI EURO

data di pubblicazione:

8 Gennaio 2019

Ammonta a 3 mln 154 mila euro la quota del fondo sanitario indistinto spettante alla Toscana per la realizzazione di interventi di contrasto al Gioco d’azzardo patologico (Gap). La somma è stata ripartita tra le Aziende sanitarie toscane sulla base della popolazione residente 15-74 anni. Lo stabilisce una delibera presentata dall’assessore regionale al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi e approvata dalla giunta regionale.

“In Toscana – ha commentato l’assessore Saccardi – sono stati fatti tanti passi avanti sul versante del contrasto alla ludopatia. Abbiamo approvato una legge regionale nel 2013, avviato numerose azioni di informazione, prevenzione, formazione, ricerca e monitoraggio, indirizzate soprattutto ai giovani e dato vita ad un Piano regionale di contrasto. A settembre abbiamo anche presentato un logo ‘No Slot’ destinato agli esercizi pubblici e ai circoli. Contiamo, attraverso il potenziamento del sistema di assistenza territoriale dedicato a questa patologia, di migliorare numeri purtroppo abbastanza allarmanti”.

L’importo assegnato alla Toscana, come stabilito in base all’intesa sancita in sede di Conferenza Stato-Regioni dello scorso 1 agosto 2018, dovrà essere destinato ad azioni di assistenza socio-sanitaria, residenziale e semi residenziale nei confronti di persone con dipendenza patologica. Entrambi i tipi di intervento rientrano tra i LEA, i livelli essenziali di assistenza, come risulta dall’ultima definizione e aggiornamento contenuta nel DPCM del 12 gennaio 2017.

Questo il riparto delle risorse tre le Aziende sanitarie: Toscana Centro 1 mln 370 mila euro, Toscana Nord-Ovest 1,08 mln, Toscana Sud-Est 0,7 mln. Le Aziende inoltre si impegnano, entro la fine del 2019, a presentare una relazione in cui vengono indicate le attività di prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da Gap, realizzate nel 2018, evidenziando, in particolare, i seguenti dati (che sostanzialmente servono per verificare l’adempimento dei LEA da parte delle Aziende stesse): azioni di potenziamento dei servizi pubblici di prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette dal disturbo; numero di pazienti in carico ai servizi territoriali; numero di pazienti affetti dal disturbo inviati dai servizi territoriali per le dipendenze in strutture residenziali e/o semi-residenziali per svolgere un programma terapeutico; descrizione del percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale adottato dai servizi territoriali; numero degli interventi di prevenzione primaria, secondaria e di riduzione del danno con relativa descrizione degli stessi; numero di operatori formati tramite corsi attivati direttamente dall’Azienda o di livello regionale e/o nazionale, con informazioni relative al tipo e durata del corso e percentuale degli operatori formati sul totale del personale operante presso i servizi territoriali per le dipendenze. Le stesse Aziende sanitarie dovranno infine presentare anche una rendicontazione contabile riepilogativa dei costi sostenuti per le attività svolte.

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