E' ANCORA FUNZIONALE IL MODELLO ORGANIZZATIVO DEI SERVIZI DI CURA DELLE DIPENDENZE IN ITALIA?

data di pubblicazione:

6 Ottobre 2018

Il modello organizzativo dei servizi di cura delle dipendenze, strutturato a partire dal DPR 309/90 “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza” e relative modifiche, è ancora adatto allo scenario attuale? Questa la domanda di fondo a cui prova a rispondere Roberto Gatti, medico psichiatra e responsabile del Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL città di Milano. Sostanzialmente, Gatti sostiene che il modello organizzativo italiano è ricalcato su quello statunitense che prevede un doppio binario: repressione e cura, a partire dal paradigma della war on drugs. L’impronta americana sul modello organizzativo dei servizi italiani secondo Gatti si ritrova, a livello istituzionale, nelle funzioni del Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga. “Il fatto che il Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga sia, prima di tutto, un organismo di supporto del Governo e non un organismo tecnico-scientifico “indipendente”, lo ha sempre posto in una situazione complessa soprattutto nel momento in cui, più che da supporto al Coordinamento delle politiche dell’esecutivo, si è proposto come organo di indirizzo della azione sulle dipendenze patologiche in senso ampio“.

Continua poco dopo Gatti: “Riassumendo: Comitato, Dipartimento e Conferenza Nazionale sono la naturale risultanza di una azione che si coordina anche a livello internazionale, ed ha, come prima finalità, il contrasto alla diffusione di sostanze illecite. Comitato e Dipartimento, quindi, hanno avuto particolare rilevanza in tempi di dichiarata “guerra alla droga” e continuano ad averne nel confronto delle azioni concordate internazionalmente che riguardano le sostanze illecite. Nel momento in cui si parla invece, più in generale, di utilizzo di sostanze psicoattive a scopo non terapeutico e di dipendenze da sostanze lecite o, ancora, di dipendenze patologiche non legate a sostanze, la loro funzione e competenza diventa ambigua e confusa. C’è pertanto da chiedersi se, oggi, abbiamo realmente bisogno di questi Organismi, per come sono stati pensati, o abbiamo bisogno di qualcosa di differente.

Se “presidiare” il tema della repressione del traffico e della diffusione di sostanze illecite è necessario, anche perché si tratta effettivamente di una azione che ha bisogno di coordinamento e di interazioni anche a livello internazionale, è anche giunto il momento di comprendere come l’azione antidroga, intesa come repressione della offerta di sostanze illecite, non può essere coniugata in una unica strategia con la prevenzione dell’uso di sostanze psicoattive a scopo non terapeutico e l’offerta di cura e di programmi riabilitativi per chi ha problemi connessi all’uso di sostanze oppure, una dipendenza patologica, anche non legata a sostanze“.

Interessanti le conclusioni del ragionamento sull’assetto organizzativo dei servizi di cura: “Probabilmente un primo passo avanti per una evoluzione positiva che superi i paradigmi di guerre alla droga, ormai concluse da tempo, potrebbe essere quello di rivedere la legislazione, separando nettamente le funzioni ed il supporto all’Esecutivo inerente la repressione del traffico, da quelle inerenti l’indirizzo ed il supporto tecnico-scientifico (eventualmente anche alle Regioni), relativo gli interventi di ambito socio-sanitario. Separare non significa che in un diverso quadro maggiormente definito non possano esistere punti strategici di incontro. Un punto di snodo e di incontro tra i due ambiti potrebbe, ad esempio, essere quello della costruzione di un Osservatorio nazionale, in grado di descrivere i fenomeni in corso e le loro conseguenze dal punto di vista socio-sanitario ma, anche e soprattutto, di disegnare scenari previsionali sulla evoluzione della situazione. Alternativamente c’è il serio rischio di mettere in atto tutta una serie di azioni semplicemente perché si sono sempre fatte, senza nemmeno ricordarsi il perché, e senza rendersi conto delle loro contraddizioni intrinseche, rispetto alla situazione reale ed alla sua evoluzione. Non credo che tutto ciò sia particolarmente difficile da realizzare, anche soltanto con le risorse e le esperienze già presenti.

Ciò che occorre, piuttosto, è la volontà di costruire quadri normativi, istituzionali ed operativi più articolati, flessibili e diffusi sul territorio nazionale, attribuendo responsabilità e risorse distribuite, differenziate e chiare. Insomma, se non si fosse compreso, la logica di un unico punto di coordinamento di tipo “ministeriale”, affidato alle logiche di una sola persona ed alla cerchia ristretta dei suoi collaboratori, in grado di determinare complessivamente le politiche e le conseguenti azioni di settore, privilegiando, tra l’altro, l’interesse sulle droghe (illecite), non è più adeguata ai tempi“.

LINK ALL’ARTICOLO

Ti potrebbe interessare anche
16 Ottobre 2026

Indipendente – mente: un programma radiofonico

Dark web e mercato nero della droga

16 Ottobre 2026

I colossi delle scommesse all’attacco dell’Europa

A differenza di un bookmaker tradizionale queste piattaforme non fanno da banco, ma mettono in contatto chi compra e chi vende

15 Ottobre 2026

I prediction markets e l’illusione del sapere

Per queste piattaforme la priorità è catturare e trattenere l'attenzione, il tempo e il coinvolgimento emotivo e cognitivo dell'utente

14 Ottobre 2026

La droga consumata più antica al mondo è una noce

Tracce di noci di betel ritrovate sui denti di resti umani di 25 mila anni fa

13 Ottobre 2026

La prevenzione efficace nella scuole: una intervista

Un ambiente non giudicante e lo sviluppo dello spirito critico possono aumentare l'efficacia della prevenzione

12 Ottobre 2026

Nuove sostanze psicoattive e sistemi di controllo

Il Sistema Nazionale di allerta rapida per le droghe è stato aggiornato

11 Ottobre 2026

Pipeline report 2026: un aggiornamento sugli strumenti di prevenzione all’HIV

Tra i filoni di ricerca più promettenti evidenziati dal Report vi è l'allungamento degli intervalli di somministrazione dei farmaci

10 Ottobre 2026

Uso legale della psilocibina in Oregon: i primi dati

Uno studio, basato sull'osservazione, ha coinvolto 346 persone che si sono rivolte ai centri autorizzati.

9 Ottobre 2026

Il ruolo dei servizi per le dipendenze: una riflessione

Senza un ripensamento normativo a livello nazionale, la capacità di attuare interventi precoci rischia di rimanere ancora embrionale

8 Ottobre 2026

Sigaretta elettronica e rischi per la salute

Nel Regno Unito viene percepita più dannosa delle sigarette tradizionali

7 Ottobre 2026

HIKIKOMORI: un fenomeno difficile da raccontare

I dati sui giovani in ritiro sociale sono in aumento

6 Ottobre 2026

Dipendenza da sostanze: un docufilm sulla vita di Matthew Perry

Il documentario racconta la vita di Perry oltre la dipendenza

5 Ottobre 2026

Terapie con gli psichedelici

In Europa e in Italia esistono corsi di formazione per professionisti sanitari

5 Ottobre 2026

Negli USA l’uso di cannabis aumenta tra gli over 65

La gestione di problemi di salute e il benessere personale sono le motivazioni principali

4 Ottobre 2026

Campagna di prevenzione e consumo di alcol in Belgio: un approccio più scientifico

I messaggi legati alle pubblicità di alcolici dovranno scrivere che l'uso dell'alcol nuoce alla salute

3 Ottobre 2026

Farmaci antidiabetici e dipendenze: uno studio

Questi farmaci potrebbero trovare un utilizzo nel trattamento delle dipendenze

2 Ottobre 2026

Fumo e diabete: aumentano i rischi per la salute

Nei pazienti già diabetici, il fumo riduce l'aspettativa di vita di 8-10 anni

1 Ottobre 2026

Politiche sulle droghe e diritti dei minori

La protezione dei minori non deve passare solo attraverso la proibizione

30 Settembre 2026

Come funzionano le app per scommesse online

La frequenza imprevedibile di tali notifiche mantiene il cervello in un costante stato di attesa

29 Settembre 2026

Richiesta revisione per l’Alcover

Confermato dall'EMA che i benefici superano i rischi