RAPPORTO EUROPEO SULLE DROGHE- 2 PARTE

data di pubblicazione:

13 Giugno 2017

emcddaContinuando con l’analisi dei principali risultati contenuti nel rapporto annuale sulle droghe in Europa a cura dell’EMCDDA (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze) di Lisbona, rispetto ai consumi delle singole sostanze, la cannabis si conferma come la sostanza illegale più utilizzata. Circa 87,7 milioni di adulti europei (15-64 anni) hanno provato la cannabis nel corso della loro vita. “Di questi, si stima che circa 17,1 milioni siano giovani europei (15-34 anni) hanno fatto uso di cannabis negli ultimi 12 mesi. Circa l’1% degli adulti europei consuma cannabis quotidianamente o quasi (consumo per 20 giorni o più nell’ultimo mese). I risultati dell’indagine più recente mostrano che i paesi continuano a seguire percorsi divergenti per quanto riguarda il consumo di cannabis nell’ultimo anno. La cannabis continua ad essere associata a problemi di salute ed è ora responsabile di gran parte (45%) dei pazienti che entrano in trattamento per la prima volta in Europa (28 UE, Turchia e Norvegia). Complessivamente, il numero di pazienti che ha riferito di essere stato sottoposto a trattamento per la prima volta per problemi legati alla cannabis è salito da 43.000 nel 2006 a 76.000 nel 2015″. La relazione mette in evidenza un punto socio-politico di primaria importanza: dato che negli USA e in altri paesi extra-europei si stanno creando mercati “legalizzati” della cannabis, quali effetti, in particolare sulle politiche e sui consumi, determineranno? Il rapporto mette in luce la necessità di monitorare con attenzione l’andamento delle politiche di legalizzazione: in un passaggio si legge che “Bisogna attendere che siano disponibili valutazioni fondate prima di poter giudicare i relativi costi e benefici dei differenti approcci in materia di cannabis”.

Un ulteriore elemento che si ritiene utile qui illustare riguarda la comparazione fra i consumi di droghe legali e illegali nella popolazione studentesca europea e statunitense. “Il monitoraggio del consumo di droghe tra gli studenti consente di acquisire elementi preziosi sugli attuali comportamenti a rischio dei giovani e costituisce un indicatore delle potenziali tendenze future. La relazione di quest’anno mette a confronto modelli dell’uso a lungo termine e di sostanze tra gli studenti europei e americani (15-16 anni), dopo la pubblicazione nel 2016 di due importanti indagini nella popolazione studentesca. Dalle indagini emerge come il fumo e il consumo di alcool tra gli studenti in Europa e negli Stati Uniti siano in calo, mentre le tendenze del consumo di cannabis sembrano essere più stabili. Il consumo di cannabis nell’ultimo mese fra gli studenti europei (21 paesi dell’UE e la Norvegia), è stato circa la metà (8%) di quello riportato negli Stati Uniti (15%). Il consumo di tabacco nell’ultimo mese, invece, è stato quasi quattro volte superiore tra gli studenti in Europa (23%) rispetto agli Stati Uniti, dove si è attestato al 6%. Il consumo tra gli studenti americani è rimasto al di sotto della metà del livello di consumo di cannabis in questo gruppo. La percentuale di studenti europei che ha riferito di aver consumato alcool nell’ultimo mese (49%) è stata più del doppio di quella dei loro coetanei americani (22%)”.

Un ultimo elemento da sottolineare concerne le tendenze relative alle sanzioni per le violazioni della normativa anti-droga. La maggior parte di reati connessi su scala europea alla legislazione antidroga è legata alla cannabis. “Secondo le stime, nell’Unione europea nel 2015 ne erano stati segnalati 1,5 milioni, la maggior parte dei quali (57%) correlati al consumo o alla detenzione di cannabis, commessi da circa 1 milione di soggetti. I reati denunciati sono aumentati di quasi un terzo (31 %) tra il 2006 e il 2015. Nel complesso, le segnalazioni di reati relativi all’offerta di stupefacenti sono aumentate del 18 % dal 2006, raggiungendo una stima di oltre 214.000 casi nel 2015, di cui la maggior parte imputabile alla cannabis (57%). Dal 2013 si è assistito a un brusco aumento delle segnalazioni di reati legati all’offerta di MDMA”.

LINK ALLA RELAZIONE COMPLETA (ITALIANO)

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