RIFORMARE IL CODICE PENALE PER TUTELARE I PAZIENTI NELLE REMS

data di pubblicazione:

7 Marzo 2017

rems 2Si è svolto a Palazzo Madama il convegno Dopo il superamento degli Opg. Quali criticità e quali prospettive” sulla nuova organizzazione delle REMS, le strutture che hanno preso il posto degli ex OPG e che si occupano della cura di pazienti psichiatrici autori di reati. Partendo dagli elementi positivi emersi dalla discussione, i primi dati disponibili attestano che le REMS hanno visto transitare più di 900 persone e uscirne circa 400, a dimostrazione che non si tratta di strutture dove, come avveniva in precedenza negli OPG, i pazienti sono reclusi a tempo indeterminato. Altro elemento positivo è che la chiusura degli OPG è ultimata e che quasi tutte le regioni hanno predisposto l’apertura delle REMS. Sul tappeto, però, rimangono insoluti alcuni problemi. In primo luogo, è necessario un maggiore accordo fra REMS e servizi psichiatrici territoriali, aspetto fondamentale al fine di superare la logica manicomiale. Una seconda problematica è l’auspicata riforma del codice penale per evitare il ricovero di persone attraverso “misure di sicurezza provvisorie” dell’autorità giudiziaria e non con uno “stato di infermità” accertato in via definitiva.

Si riporta la sintesi dell’intervento di Franco Corleone,  Commissario unico del Governo  per il superamento degli Opg: “Dobbiamo evitare il rischio che la logica manicomiale si ripresenti in strutture che invece devono avere un carattere di ben diverso anche perché dalle Rems si deve uscire e non stare fino alla morte. Serve una modifica del codice penale per quanto riguarda le misure di sicurezza provvisorie e le infermità sopravvenute. Deve anche cambiate l’atteggiamento dei magistrati di cognizione che ancora prevedono il ricovero in Rems anche quando non né necessario andando contro la stessa legge. C’è poi un problema con perizie spesso “stavaganti e sciatte”: il proscioglimento per incapacità di intendere e di volere va dato con rigore. Per questo credo che i magistrati debbano sempre chiedere un doppio parere. Ci sono poi grandi criticità per le donne che sono poche e rischiano di vivere in situazioni di promiscuità e di non ricevere le cure adeguate.

“Ora dobbiamo governare il passaggio dalle Rems provvisorie a quelle definitive – ha aggiunto –  un processo che potrebbe durare anche tre anni e il quesito su chi governerà questo passaggio è ancora aperto. Credo serva un organismo di monitoraggio e coordinamento, le Rems non possono essere abbandonate a loro stesse. Ora rispondono alle Asl di riferimento, ma questo è impensabile per persone con un disturbo psichiatrico messo in luce perché hanno operato un reato. Il tema è quindi superare questa contraddizione. Devono essere governate dalla Regione con un punto centrale di raccordo. Bisogna trovare un coordinamento efficace tra Regione, Stato e garante dei diritti delle persone. È una bella avventura che si può realizzare aiutando i processi di rafforzamento della psichiatria sui territori”.

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