GRAVIDANZA, NUOVE LINEE GUIDA PER LA DIAGNOSI DI "SPETTRO DEI DISTURBI FETO-ALCOLICI"

data di pubblicazione:

21 Ottobre 2016

pediatricsIl National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism (NIAAA), istituto statunitense che si occupa dei problemi legati all’alcolismo, ha affidato ad un gruppo di esperti il compito di redigere una serie aggiornata di linee guida per la diagnosi dello “spettro dei disturbi feto-alcolici”(FASD), che include le diverse forme di anomalie e disabilità causate da un’esposizione prenatale all’alcol etilico. Le nuove raccomandazioni, da poco pubblicate sulla rivista Pediatrics, sviluppano le precedenti linee guida americane, risalenti al 2005, e si basano sui risultati ottenuti da studi attuali che hanno coinvolto un campione complessivo di circa 10.000 bambini con FASD.

La definizione “spettro dei disturbi feto-alcolici” (FASD) è stata coniata di recente per descrivere il complesso dei danni fetali che sono dovuti all’assunzione di alcol da parte di una donna in stato di gravidanza, complesso che, nel 1996, l’Institute of Medicine (IOM) degli Stati Uniti ha suddiviso in quattro sottocategorie diagnostiche:
– la sindrome feto-alcolica o fetale alcolica (FAS), per i bambini colpiti in modo più profondo,
– la sindrome feto-alcolica parziale (PFAS),
– i disordini dello sviluppo neurologico alcol-correlati (ARND),
– i difetti congeniti alcol-correlati (ARBD).
“Queste categorie rimangono i descrittori più adatti della gamma di disabilità osservabili all’interno del continuum del FASD”, sostiene il dottor Kenneth R. Warren, coautore delle nuove linee guida.

In generale quindi, i bambini affetti da FASD possono manifestare un’ampia varietà di anomalie, come quoziente intellettivo inferiore, ritardo nell’accrescimento, dismorfismi facciali caratteristici e disfunzioni cognitivo-comportamentali che includono deficit di attenzione, scarso controllo degli impulsi e incapacità di regolare l’umore. In relazione a queste problematiche, l’American Academy of Pediatrics osserva che nessun tipo o quantitativo di alcol può essere considerato sicuro se assunto durante un qualsiasi periodo della gravidanza.

Le nuove linee guida forniscono, innanzitutto, una serie di parametri più precisi per l’accertamento di un’esposizione prenatale all’alcol, esposizione che può ritenersi confermata nel caso in cui una madre abbia assunto, durante la gravidanza, 6 o più drink a settimana per almeno due settimane, o 3 o più drink in almeno 2 diverse occasioni. Ovviamente, tra i vari indicatori di esposizione rientra qualsiasi documento attestante che una donna in stato di gravidanza abbia passato problemi sociali o giuridici legati all’alcol.

Updated Clinical Guidelines for Diagnosing Fetal Alcohol Spectrum Disorders
Pediatrics, 2016 Aug; 138(2)
Hoyme HE, Kalberg, Warren, May et.al.
ABSTRACT ARTICOLO

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