I TRATTAMENTI CON FARMACI SOSTITUTIVI NEL PROCESSO "RECOVERY"

data di pubblicazione:

19 Agosto 2016

federserd logoIl concetto di recovery è comune nel campo della malattia e disabilità fisica: non significa che la sofferenza è scomparsa, i sintomi sono stati rimossi, la funzionalità ristabilita, ma che la persona ha recuperato le capacità di svolgere compiti/ruoli sociali.
Non significa guarigione, né remissione dei sintomi, ma minimizzazione del loro impatto sulle possibilità di vita della persona.
Non coincide con la nozione di recupero di alcune abilità (che ribadisce l’identità di malato).
Secondo il documento, prodotto nel 2005, dalla Commissione Federale Americana per l’abuso di sostanze e la salute mentale (SAMHSA) il processo di “recovery” è considerato “l’obiettivo più importante”
La Commissione Federale Americana e identifica 10 componenti principali.
1. diretto dall’utente (che guida, controlla, sceglie e determina il proprio percorso recovery);
2. individualizzato e centrato sulla persona (i percorsi sono molteplici in base ai bisogni irripetibili della persona, alle sue preferenze e alle sue esperienze);
3. tale da dare all’utente la potestà e la capacità di prendere le decisioni che avranno un impatto sulla sua esistenza;
4. olistico cioè che comprende i vari aspetti della vita dell’individuo (mente, corpo, spirito e comunità);
5. non lineare (in quanto è un processo che non procede gradualmente, ma è basato su una continua crescita e su possibili ricadute);
6. basato sui punti di forza dell’utente per potenziare le sue capacità;
7. basato sul rispetto dei valori della persona;
8. basato sulla assunzione di responsabilità del proprio trattamento da parte dell’utente;
9. basato sul supporto tra pari che è promosso e incoraggiato dal servizio;
10. basato sulla speranza (aspettativa di cambiamento sempre presente ed esplicitata).

FeDerSerD propone un bando nazionale per operatori dei Servizi delle Dipendenze.

Gli autori devono presentare casi clinici significativi rispetto al ruolo del trattamento con farmaci sostitutivi, del dosaggio, del possibile affiancamento di un counselling psicologico e sociale nel processo di recovery.

Per approfondimenti: Mission, n.45 Anno XIII – marzo 2016

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