DROGHE, GUIDA E INCIDENTI STRADALI: PROBLEMI METODOLOGICI

data di pubblicazione:

8 Marzo 2016

alcoltestL’approvazione della legge che introduce il nuovo reato di omicidio stradale, a conclusione di un lungo iter e di una discussione parlamentare durata dieci anni, ha riportato l’attenzione mediatica anche sull’importante tema degli incidenti stradali causati o influenzati dall’uso di droghe legali e illegali. Giorgio Bignami, estendendo quanto già scritto nel capitolo “Droghe e guida, miti e fatti” nel Libro Bianco 2014, commenta alcune criticità metodologiche sulla relazione fra uso di droghe e incidenti stadali. Da un punto di vista scientifico, infatti, secondo Bignami una corretta impostazione del problema della incidentalità specifica attribuibile all’assunzione di alcol e di droghe illegali va definita e impostata con estrema attenzione. Ad esempio, in Italia esistono differenze significative rispetto ai dati sugli incidenti stradali attribuiti alla guida in stato d’ebrezza o sotto l’effetto di droghe illegali. Nella relazione al Parlamento del 2015, Bignami rileva questa contraddizione: “I casi di guida sotto l’influenza di alcol o droghe furono nel 2011 (qui si ferma la figura 34) 45.555 secondo l’Istat/Casellario giudiziario, 27.946 secondo la Polizia stradale. Subito dopo si trovano gli andamenti 2005-2014 (secondo la Polizia stradale) degli incidenti nei quali si è rilevata una guida sotto l’influenza di alcol o droga (il che è ben diverso dal dire “incidenti causati da alcol o droga”; v. oltre). Per l’alcol il valore 2014 è 18.821 (1,28% del totale degli incidenti), per la droga 1.146 (0,08 %).“

Nella seconda parte dell’articolo vengono evidenziate altre problematiche relative, nello specifico, alla rilevazione e alla misurazione degli effetti delle droghe nei casi di incidente. E’ nota, ad esempio, la differenza fra la misurazione dell’assunzione di alcol e di cannabis. “Tornando alla carenza e inaffidabilità dei dati in Italia, è ovvio che in tale situazione è impossibile valutare il ruoilo di eventuali sovra- e/o sottostime della frequenza di incidenti in rapporto all’uso dei vari tipi di sostanze. Per esempio, come già notammo l’anno scorso, il valore limite legale del tasso alcolico in Italia (0,5 g/l) già si associa a un aumento notevole del rischio di incidente. Perciò il succitato valore per l’alcol fornito dalla Polizia stradale è quasi certamente una sottostima, probabilmente non tiene conto degli incidenti nei quali l’alcol era presente, ma a valori non superiori al limite legale. Per contro  è ben noto che i metaboliti dei principi attivi della cannabis persistono nei liquidi organici per lungo tempo dopo la cessazione delle alterazioni psicofisiche prodotte dalla sostanza.”

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