UNA REVIEW SUI CANNABINOIDI SINTETICI

data di pubblicazione:

17 Dicembre 2015

imagesUn articolo a cura di L. Rivalta, del laboratorio di tossicologia forense di Catanzaro, pubblicato su Mission, il periodico di Federserd, riassume le principali questioni legate ai cannabinoidi sintetici. I cannabinoidi sintetici sono molecole analoghe ai cannabinoidi naturali, progettate dalla ricerca scientifica allo scopo di disporre di molecole che conservino alcune proprietà terapeutiche del THC, riducendone o eliminandone però gli effetti psicoattivi. Il Professor J. W. Huffman del National Institut on Drug Abuse e la sua équipe, durante 20 anni di ricerca di laboratorio, hanno sviluppato ben 450 composti cannabinoidi sintetici. Il problema di questa intensa attività di ricerca, finalizzata ovviamente per la terapia di varie patologie, quali la sclerosi multipla e l’AIDS, è che è stata di fatto trascurata dalle case farmaceutiche, mentre è servita per lo sviluppo di “Herbal Mixture”, miscela di varie erbe a supporto del JWH-018 (il principale cannabinoide sintetico, noto anche come Spice) sul mercato nero.

La review dei cannabinoidi sintetici prende in esame i principali cannabinoidi sintetici della serie JWH presenti sul mercato, analizzandone effetti, attività famacologica, tossicità e pericolosità. Una cosa interessante che emerge dall’analisi di alcuni dei più diffusi cannabinoidi sintetici è che essi non sono rilevabili tramite i normali kit per i cannabinoidi, ma necessitano di apposite analisi del sangue e delle urine o di cromatografia ad alta risoluzione. In generale, le caratteristiche cliniche salienti dei cannabinoidi sintetici analizzati dall’articolo sono così riassunti: “I cannabinoidi sintetici, agendo sui recettori CB1 e CB2, producono effetti psicotropi del tutto simili a quelli dei cannabinoidi naturali quali euforia, rilassamento, agitazione, lieve tachicardia, allucinazioni, ansia, diffidenza nei confronti degli altri, panico ecc. Inoltre, come riportato sopra, ad alte concentrazioni possono indurre anche allucinazioni, midriasi, secchezze delle fauci, nistagmo, dolori diffusi, fini tremori, vertigini ecc. La differenza rispetto ai cannabinoidi naturali è che di regola non inducono dipendenza fisica; in alcuni casi, però, queste sostanze sintetiche possono provocare sia veloce tolleranza, che dipendenza e, pertanto, sono da ritenersi nettamente più pericolosi”.

Rivalta L. et alter, 2015, Review sui cannabinoidi sintetici, Mission, 44, XII, pp. 23-30.

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