LA LOGICA PRAGMATICA DELLA RIDUZIONE DEL DANNO

data di pubblicazione:

13 Luglio 2015

Mdd GIUGNO '15Il numero di giugno della rivista Medicina delle Dipendenze è dedicato alle politiche e alle pratiche che qualificano la riduzione del danno. Come da impostazione generale della rivista, il tema del mese è declinato secondo varie prospettive teoriche e metodologiche, capaci di restituire la complessità dei fenomeni analizzati. Nell’editoriale, a cura di Paolo Jarre, del Dipartimento Patologia delle Dipendenze dell’ASL TO3 Piemonte, vengono riassunti i punti cardine che caratterizzano la riduzione del danno. Jarre sottolinea tre aspetti. In primo luogo, si afferma che la prospettiva olistica e realistica da cui muove la riduzione del danno, a differenza di altri paradigmi, non si limita a considerare l’individuo tossicodipendente o le modalità di consumo patologiche di sostanze psicoattive, ma si estende al contesto di vita e all’ambiente in senso esteso, alle leggi e alle politiche che co-determinano il senso del consumo di sostanze. Il secondo elemento enfatizzato da Jarre è che la riduzione del danno, pur muovendosi come detto in modo molto pragmatico, è necessariamente attenta alle politiche penali e sanitarie, a causa del loro peso nell’orientare pratiche  e modelli d’intervento di tipo riduzionistico. In questo senso, a parere di Jarre, la riduzione del danno, più che un insieme finito, chiuso di pratiche e modalità di intervento, è un orientamento operativo volto soprattutto all’ottenimento o  al mantenimento del massimo livello di salute possibile, ma che non esclude consumi potenzialmente pericolosi. Terzo ed ultimo elemento che qualifica la riduzione del danno è che “(…) costituisce il modello di intervento più congruo, flessibile e adattabile alle esigenze di ciascuno nell’affrontare un fenomeno che si manifesta, per i suoi aspetti sanitari, secondo il modello medico della malattia cronico-recidivante, come ormai incontestabilmente provato dalle evidenze neurobiologiche e cliniche (…) Non si finisce mai di sottolineare come la riduzione del danno rappresenti invece una sorta di forma mentis, una filosofia che informa tutte le strategie di fronteggiamento; il primo approccio, temporalmente e gerachicamente, alla lettura/valutazione/policy sanitaria e securitaria sugli effetti dei consumi, in armonia con l’imperativo ipocratico del primum non nocere“.

Jarre P., 2015, Verso un’ecologia del piacere. This must be the place, Medicina delle Dipendenze, giugno, p. 5-6.

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