RELAZIONE ANNUALE ANTI-MAFIA: IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE ANTIDROGA (1 PARTE)

data di pubblicazione:

10 Aprile 2015

carcere-campagna-farfalla-170x300Sebbene sia passato quasi sotto silenzio, il recente rapporto annuale al Parlamento della DEA (Direzione Investigativa Antimafia), contiene elementi di analisi molto significativi in materia di consumi di sostanze e di politiche antidroga. Nella sezione del rapporto dedicata al contrasto del narcotraffico, per la prima volta nella storia della DEA vi sono esplicite indicazioni critiche rispetto alle linee di indirizzo delle attuali politiche internazionali sulle droghe. Osserviamo meglio come e per quli motivi si giunge, da parte della DEA, a constatare il fallimento delle politiche proibizioniste.  Dopo avere posto in evidenza che la produzione delle principali sostanze psicoattive, su scala globale, negli ultimi anni è stabile o in aumento, i ricercatori e gli investigatori della DEA descrivono l’assetto organizzativo e logistico del narcotraffico. Se attualmente il narcotraffico appare estremamente potente e pervasivo anche dal punto di vista dell’impatto sulle economie sommerse e legali dei vari Stati, ciò è dovuto anche agli errori che stanno dietro alle politiche degli organismi che si occupano di contrasto al narcotraffico.

Il seguente passaggio del rapporto (p. 351) è estremamente chiaro a riguardo: “Non vi è separazione fra società civile e narcotraffico. Il pensarlo, il ritenere che l’inferno del traffico riguardi un popolo di tossico-dipendenti, da un lato, e una serie di bande criminali, dall’altro, è forse il più grave errore commesso dal mondo politico che, non a caso, ha modellato tutti gli strumenti investigativi e repressivi sulla base di questo stolto presupposto. Come il mondo della mafia non è separato dalla società civile, ma anzi vi collude di continuo ( finalmente si comincia a ritenere che la sua forza può essere misurata proprio da questa capacità di interlocuzione con le entità esterne ) così il mondo del narcotraffico è nei meccanismi che regolano la vita quotidiana. E’ entrato nell’economia legale, nel mercato e nella società civile dove crescono le sue imprese legali, le sue speculazioni immobiliari e finanziarie. Nella filiera del narcotraffico può osservarsi uno spaccato di quasi tutte le categorie professionali”. E’ così che il rapporto auspica un maggiore coordinamento a livello investigativo e repressivo, ma soprattutto l’implementazione di nuovi strumenti per colpire da un punto di vista finanziario le organizzazioni criminali.

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