USO PROBLEMATICO DI INTERNET E USO PROBLEMATICO DI ALCOL NEGLI ADOLESCENTI: UNO STUDIO SPAGNOLO

data di pubblicazione:

23 Ottobre 2014

riv. addictive behaviorsNella letteratura scientifica che esamina, all’interno dei modelli d’uso della rete e dei social media, le modalità “patologiche” d’uso di Internet, non esiste una definizione rigorosa e condivisa sui comportamenti e sulle interazioni in grado di differenziare l’uso problematico e l’uso non problematico. La maggioranza degli studiosi che ha affrontato il problema, caratterizza l’uso problematico della rete (PIU: dall’acronimo inglese Problematic Internet use) in base a una quantità di tempo eccessiva spesa online, anche a detrimento delle relazioni offline, alla mancanza di auto-controllo, a problematiche psicologiche connesse all’uso eccessivo delle tecnologie digitali. A oggi, mancano però rigorosi modelli teorici e sperimentali in grado di differenziare criteri, funzioni e caratteristiche dell’uso patologico da quello non patologico. Queste limitazioni teoriche si ripercuotono sul piano del trattamento degli utenti che manifestano problemi specifici nell’uso della rete: appare ancora in una fase iniziale la messa a punto di rigorosi modelli di trattamento di PIU.

Lo studio seguente, a partire da un’impostazione cognitivo-comportamentale, esplora le possibili connessioni fra PIU e uso problematico di alcol, in un campione di 801 adolescenti (età media di 14 anni) spagnoli. Obiettivo dello studio è di esaminare, sulla base dell’assunto che PIU e uso problematico di alcol condividono caratteristiche simili, se esiste una relazione temporale fra i due disturbi. PIU è definito dalla presenza di quattro variabili principali: preferenza per le interazioni online, regolazione dell’umore influenzata dalla rete, scarso auto-controllo e conseguenze negative. Per analizzare le possibili influenze fra PIU e uso problematico di alcol nell’adolescenza, sono stati somministrati due questionari, a distanza di 6 mesi.

L’analisi di dati mostra due elementi centrali, che non risentono di differenze di genere. In primo luogo, la difficoltà di regolare l’uso della rete in modo equilibrato, che consiste nella diminuzione dell’auto-controllo sui comportamenti e sulle percezioni relative a Internet, assume un ruolo centrale nel mantenimento di PIU, che si manifesta nella preferenza verso le relazioni online, nella presenza di disturbi dell’umore e in generale in conseguenze negative derivanti dall’eccessivo uso della rete. Il secondo elemento emerso è che gli adolescenti che presentano conseguenze negative di PIU appaiono essere più vulnerabili per l’uso problematico di alcol. Gli studiosi concludono quindi che la presenza di PIU può rilevarsi un fattore predittivo del manifestarsi di uso problematico di alcol.

Gámez-Guadix M. et alter, 2014,  Problematic Internet use and problematic alcohol use form the cognitive-behavioral model: A longitudinal study among adolescents, Addictive Behaviors, Vol. 40c, pp. 109-114.

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