IL COACHING NEI SERVIZI SOCIALI

data di pubblicazione:

20 Ottobre 2014

AS 278

Il concetto di coaching sta iniziando a trovare il suo impiego anche tra i professionisti che lavorano nei servizi dedicati alle persone. Al punto che si può parlare di “coaching sociale”, intendendo una metodologia di lavoro volta a promuovere l’autodeterminazione delle persone in difficoltà.

Il coaching sociale è una particolare forma di sostegno il cui scopo è rivolto all’apprenticeship e allo sviluppo dell’empowerment dei soggetti.
A seguito della crisi in atto, la capacità di promuovere forme di empowerment e di cittadinanza attiva, rappresenta la forma più richiesta tra gli operatori sociali.
La crisi attuale influenza infatti non solo lo scenario internazionale, ma anche la quotidianità delle persone che vivono in un clima di precarietà e di incertezze.

In una relazione di aiuto volta a promuovere autodeterminazione l’operatore e il cittadino/utente sono chiamati, su versanti opposti e con compiti diversi a compiere sforzi e a misurarsi.
Da parte sua l’operatore deve saper predisporre processi di lavoro congruenti con l’obiettivo.

Alcune opzioni di metodo
– Il percorso di accompagnamento: la persona deve avere un ruolo di primo piano, mentre l’operatore l’aiuta nella lettura di eventuali passaggi e la incoraggia a proseguire.
– E’ importante concentrarsi sul problema percepito dalla persona e su ciò che la persona vorrebbe raggiungere. Per questa ragione ad ogni incontro è l’utente a scegliere il focus della conversazione, mentre l’operatore ascolta e tramite osservazioni e domande l’aiuta a prendere consapevolezza di sé.
– Per l’operatore è importante apprendere i valori della persona, ossia sapere che cosa è più importante e prezioso per lei, oltre a riconoscere e svelare le credenze, ossia quelle convinzioni che limitano l’utente della sua capacità di azione.
– E’ importante progettare l’alleanza di lavoro definendo con la persona gli obiettivi raggiungibili e concordando un piano di azione chiaro e alla sua portata.
– Gli obiettivi vanno costantemente monitorati, resi visibili e apprezzabili.
– L’autodeterminazione non procede in maniera unidirezionale –dall’operatore verso l’utente-, ma da una relazione biunivoca fra le due parti.

Gli assunti di base
Tutte le persone hanno le risorse di cui hanno bisogno, e se non le hanno le possono acquisire parzialmente.
La modifica di una situazione avviene solo attraverso l’azione, e l’operatore diventa in questo processo un facilitatore che collabora a produrre il cambiamento.

Il coaching nei servizi sociali
Davide Pizzi
ANIMAZIONE SOCIALE
n. 278 Dicembre 2013
Pag. 74-80

La rivista è disponibile c/o il Cesda

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