HIV, CAMPAGNE INFORMATIVE E CURE A DOMICILIO AL CENTRO DELLE RELAZIONI 2011 E 2012 AL PARLAMENTO

data di pubblicazione:

8 Maggio 2014

hivribbonDai fondi per la comunicazione e la ricerca ai programmi sperimentali di assistenza.
Nelle due Relazioni al Parlamento sullo stato di attuazione delle strategie per fronteggiare l’infezione da Hiv, il ministero fa il punto sull’attività propria e dell’Istituto superiore di Sanità. E segnala come per l’ammontare complessivo dell’investimento, pari a oltre un milione di euro, «la campagna Aids 2012-2013 si può considerare l’iniziativa di comunicazione alla quale il ministero ha dedicato maggiori risorse economiche nel corso degli ultimi anni». Eppure il pressing informativo, compresi gli altri strumenti messi in campo come il sito internet dedicato www.uniticontrolAIDS.it, il numero verde Aids e le infezioni sessualmente trasmesse, continuano a non raggiungere adeguatamente la popolazione: «Un fenomeno emergente – rileva infatti la Relazione 2012 – è l’incremento delle persone che scoprono di essere sieropositive solo al momento dela diagnosi di Aids, ovvero a uno stadio di malattia molto avanzato».

Per questo i 31 marzo 2008 l’allora ministero del Welfare ha istituito il sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi da infezione da Hiv, che inserisce l’infezione da Hov nell’elenco delle malattie a notifica obbligatoria, che fanno parte della classe III, dove era già presente anche l’Aids. Cruciale è però anche la cooperazione sanitaria internazionale e in questo quadro si inserisce la Joint action italiana che prevede azioni integrative rispetto alla Joint action europea 2013-2015 e che tiene conto del fatto che il nostro si conferma un Paese a incidenza medio-alta, in cui si stima vivano 160mila persone infettate dal virus.
In via di innovazione, intanto, sono le strategie di assistenza, da rivedere di pari passo con la progressiva cronicizzazione della malattia. Una conquista, grazie ai farmaci antiretrovirali, che però pone nuove sfide sotto il profilo della cura. I danni d’organo correlati all’assunzione prolungata dei farmaci e lo stato di costante infiammazione generato dalla presenza del virus fanno guardare a programmi di assistenza domiciliare come il progetto Domus, dedicato a tutte le persone con patologie infettive croniche in generale e quanti, affetti da Hiv in particolare, necessitano di assistenza domiciliare integrata.
Anche di questi temi ci si occuperà il 12 e 13 giugno ad Atene, in occasione del meeting organizzato dalla Commissione Ue per fare il punto sulle strategie di prevenzione e di cura da mettere in campo davanti alla ripresa dell’epidemia in Europa.

Fonte: Sole 24 Ore Sanità

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