POLITICHE ANTIDROGA E USO DI INTERNET. Una ricerca australiana su forum di consumatori di sostanze.

data di pubblicazione:

16 Dicembre 2013

drug, preventio etcIn Australia è in vigore dal 1995 una legge che proibisce la pubblicazione su tutti i media –incluso Internet- di contenuti in grado di favorire l’uso di sostanze. Tale provvedimento, accusato da una parte dell’opinione pubblica di restringere la libertà d’opinione e d’informazione, in teoria limita fortemente la possibilità d’accedere sul Web a contenuti alternativi relativi alle sostanze, inclusi siti d’informazione scientifica basati sulla riduzione del danno.

Tuttavia, come sanno molti utenti della rete, esistono varie tecniche e strategie per aggirare i divieti e rendere inattivi i filtri, come la registrazione dei domini in paesi terzi, o l’uso di determinati software anti-filtraggio.

I ricercatori hanno somministrato un questionario online a 837 utilizzatori di sostanze attivi in forum di discussione sulle droghe, e hanno effettuato 27 interviste in profondità. L’età media del campione era di 22 anni e il 71% era di genere maschile. Nei 18 mesi di raccolta dei dati (2007-2008), i ricercatori hanno anche usato la tecnica dell’osservazione online delle interazioni fra utenti dei forum sulle sostanze. Il dato più interessante è che quasi tutti gli intervistati (88%) pongono, come motivazioni principali alla partecipazione al forum, le risposte “come usare in modo sicuro le sostanze” e “come evitare esperienze negative con le sostanze”. Altre informazioni ricercate in questi forum sono relative alle modalità d’uso delle sostanze rispetto a dosaggi, setting, preparazione, uso di sostanze per la prima volta etc., mentre la reperibilità di droghe non emerge come un elemento importante.

Cinque anni più tardi, nel 2012, i ricercatori affermano che la ricerca di contenuti sulle droghe in Autralia si è spostata sul cosiddetto Web “nascosto” (hidden Web), in ragione della crescita di consapevolezza degli utenti sulle tecniche di sorveglianza e di monitoraggio operanti sulla rete. Perciò sono sempre più diffusi servizi Internet che garantiscono anonimato e impediscono (o rendono molto difficile) la localizzazione e la tracciabilità dell’utente, come il protocollo Tor. Ciò pone ulteriori dubbi sull’efficacia di leggi e di politiche antidroga che proibiscono la ricerca di contenuti e la libera discussione fra utenti, anche in materia di sostanze.

Barrat M. et alter, 2013, Internet content regulation, public drug websites and the growth in hidden Internet services, Drugs: Education, Prevention & Policy, Vol. 20, 3 pp. 195-202.

Disponibile c/o CESDA.

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