VITTIMIZZAZIONE ONLINE E BENESSERE PSICOLOGICO. Uno studio svedese sugli adolescenti

data di pubblicazione:

10 Dicembre 2013

eur j child end adolSe la rete è sempre più usata come luogo di sperimentazione di comportamenti e di rappresentazioni sessuali, ma anche come tramite per incontri sessuali offline, è chiaro che gli adolescenti, che sono i maggiori utilizzatori della rete, sono anche i più esposti a esperienze varie di abuso e di vittimizzazione collegate, direttamente e indirettamente, al sesso online. Obiettivo dello studio, condotto da ricercatori svedesi, è di esaminare l’esposizione di giovani eterosessuali e di giovani appartenenti a minoranze sessuali all’abuso sessuale offline, a incontri sessuali problematici offline con persone conosciute online e a molestie online. Questi tre indicatori sono stati analizzati in riferimento alla prevalenza di esperienze di vittimizzazione, al benessere psicologico e alla ricerca di supporto. Lo studio svedese si basa su un campione, rappresentativo sul piano nazionale, di 3432 studenti di scuole superiori che hanno compilato un’indagine anonima riguardo alla sessualità, alla salute, agli abusi sessuali, alla vittimizzazione e alle molestie sessuali online.

I risultati attestano che gli adolescenti appartenenti alle minoranze sessuali riportano tassi maggiori di abuso sessuale, di incontri sessuali problematici offline con persone conosciute online e di molestie online, rispetto ai loro coetanei che si definiscono eterosessuali dal punto dei comportamenti sessuali. Comparati agli adolescenti eterosessuali non vittimizzati, gli adolescenti eterosessuali vittimizzati e gli adolescenti appartenenti a minoranze sessuali (sia vittimizzati che non vittimizzati) dichiarano un numero maggiore di sintomi psichiatrici, un’auto-stima più bassa e un senso minore di coerenza. L’orientamento verso lo stesso sesso è collegato a un numero maggiore di sintomi psichiatrici, a un’auto-stima più bassa e a un senso minore di coerenza, anche quando le variabili “genere” e “vittimizzazione” sono tenute sotto controllo.

Un altro importante risultato mostrato dall’indagine è che gli adolescenti vittimizzati appartenenti a minoranze sessuali sono più propensi a cercare supporto rispetto ai coetanei vittimizzati di orientamento sessuale eterosessuale. Ciò accade in particolare nel caso di ragazze per motivi legati ad abusi sessuali, e nel caso di ragazzi e di ragazze a problemi collegati a Internet. In conclusione, lo studio sembra indicare interessanti spunti d’approfondimento per future ricerche in un campo, quello che esamina le esperienze di vittimizzazione in riferimento all’uso della rete, ancora poco studiato. Un ulteriore motivo d’interesse della ricerca consiste nel suo buon impianto metodologico e nella grandezza del campione considerato, che rende le ipotesi esaminate un buon punto di partenza per future indagini.

Priebe G., Svedin C., Online or off-line victimisation and psychological well-being: a comparison of sexual-minority and heterosexual youth, European Child & Adolescent Psychiatry, Vol. 21, 10, pp. 569-582.

Disponibile c/o CESDA.

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