ADOLESCENTI E SMARTPHONE

Adolescenti: passare molto tempo sullo smartphone non li rende più felici. E’ il risultato di uno studio Usa su oltre un milione di persone.
I giovani sono più insoddisfatti se passano più tempo a usare dispositivi digitali. La chiave non è l’astinenza da Facebook, dal web o dalle chat, ma la necessità di limitarne l’uso a una-due ore al giorno. Continua a leggere

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QUANDO LA DIPENDENZA DA SMARTPHONE DIVENTA MALATTIA

La nomofobia, il timore ossessivo di non essere raggiungibili al telefono cellulare, causa interferenze nel circuito celebrale della ricompensa. I più colpiti sono giovani con problemi di autostima e relazioni sociali. Continua a leggere

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USO DI ALLUCINOGENI E RIDUZIONE DELLA VIOLENZA

Una ricerca pubblicata sul Journal of Psychopharmacology, a cura della psicologa clinica Michelle Thiessen, attesta che gli uomini che in passato avevano usato sostanze allucinogene presentano una minore probabilità di esercitare violenza contro i loro partner. Se erano già noti da altri studi una chiara associazione tra consumo di allucinogeni e ridotta violenza verso il partner, se ne ignoravano le cause. Lo studio ipotizza che l’uso di sostanze allucinogene possa aiutare il soggetto a gestire meglio le emozioni negative, come parte dei cambiamenti nella percezione, nell’emotività, nella cognitività e nel senso di sé che spesso l’uso di allucinogeni determinano nell’assuntore. Continua a leggere

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RAPPORTO 2018 UNODC SULLE DROGHE

Il rapporto annuale del 2018 dell’UNODC, l’Agenzia ONU per le droghe e il crimine, registra importanti novità. La più rilevante è che l’uso non medico di farmaci è divenuto il maggiore pericolo per la salute pubblica e per la legge in tutto il mondo. In particolare, sono gli oppiodi che causano i danni maggiori e che sono responsabili del 76% dei decessi correlati all’uso di droghe. Specie negli USA, il fentanyl rimane un grande problema di salute pubblica, mentre in alcuni paesi africani e asiatici preoccupa la diffusione del tramadol, un farmaco antidolorifico oppioide, prodotto anche in modo illegale dalle organizzazioni criminali. Continua a leggere

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LA RABBIA CHE NON SI VEDE. PREVENIRE LA PSICOPATOLOGIA INFANTILE – Studio del Centro Pediatrico interdipartimentale per la Psicopatologia da web del Policlinico Gemelli

Bambini arrabbiati e genitori intenti a fare i conti con i propri sensi di colpa; è questo un binomio sempre più frequente, che dall’infanzia continua in adolescenza e spesso prosegue anche oltre.

Si chiama La rabbia che non si vede lo studio avviato dal Centro Pediatrico Interdipartimentale per la Psicopatologia da Web del Policlinico Gemelli di Roma e a condurlo è il professore Federico Tonioni. Continua a leggere

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IL NUOVO PRESIDENTE DEL MESSICO VERSO UNA NUOVA POLITICA SULLE DROGHE?

Negli ultimi anni sulla stampa, e anche su Cesda, si è parlato in modo diffuso, a proposito del Messico, della violenza messa in campo dai narcos contro i civili, che ha provocato decine di migliaia di uccisioni, di femminicidi e di rapimenti, molto spesso collegati all’industria della droga. E’ stato più volte osservato che a contribuire al peggioramento della guerra civile strisciante in atto in Messico è stata la decisione dell’ex presidente della Repubblica Calderon, poi confermata da Neto, di militarizzare il paese, senza però riuscire a sradicare la forte corruzione delle forze dell’ordine. Con la storica vittoria di Andres Manuel Lopez Obrador, il paese è atteso a un cambio di politiche anti-droga. Continua a leggere

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CANNABIS TERAPEUTICA PER LA TERAPIA DEL DOLORE

Se non è da oggi che la  cannabis terapeutica è prescrivibile in Italia, la pubblicazione di un Allegato III-bis del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, sulla Gazzetta Ufficiale del 16 luglio, apre interessanti novità, poiché rende di fatto più semplice la prescrizione di cannabis e sancisce l’uso della cannabis nella terapia del dolore in senso ampio. Continua a leggere

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LA DIPENDENZA DA VIDEOGIOCHI E’ UNA MALATTIA

Che fosse diventato qualcosa di più di una mania per tanti giovani sparsi nel mondo, era chiaro. Ma che la «gaming addiction», cioè la dipendenza dai videogiochi, fosse una malattia, ancora non era stato certificato. A inizio gennaio invece è arrivata l’ultima parola dell’organizzazione mondiale della sanità: sul suo sito ufficiale ha rivelato le novità che saranno inserite nella versione 2018 del 11th International classification of diseases, la lista internazionale delle patologie e dei problemi correlati che non veniva aggiornata dal 1992. Tra queste c’è proprio il cosiddetto «gaming disorder», l’uso compulsivo di videogiochi, parte della famiglia di malattie dovute ai comportamenti che causano dipendenza, insieme a quella per il gioco d’azzardo. Un comportamento che, per essere diagnosticato, deve essere costante e protratto per un periodo più lungo di 12 mesi. Ma, aggiungono, «può essere anche più breve se i sintomi sono seri». Continua a leggere

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LA RIDUZIONE DEL DANNO SPIEGATA ATTRAVERSO 14 VIDEO

Sul sito di Fuoriluogo sono presenti 14 brevi video che illustrano i principi fondamentali della riduzione del danno. I video sono stati prodotti a cura delle associazioni promotrici del progetto europeo CSI-DP (Civili Society Involvement in Drug Policy) e da ITARDD, rete nazionale per la RdD, in occasione della giornata nazionale “LEA. La riduzione del danno è un diritto”, Torino, 14 giugno 2018 (https://rdd.fuoriluogo.it/torino). Continua a leggere

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PLEASE (DON’T) LIKE ME: SOCIAL, VULNERABILITA’ E DIPENDENZA

Un’approfondita recensione della sociologa Francesca Coin alla recente traduzione italiana del testo “Please (dont’t) like me” di Jerome Lanier, eminente programmatore, ingegnere, studioso e inventore di primo piano della Silicon Valley, permette di affrontare il “lato oscuro” della rete e in particolare dei social media. Secondo Lanier, “il sistema di feedback nei social sta creando un loop di punizione e validazione sociale che fa leva sulle nostre vulnerabilità per manipolarci a piacimento. Si tratta di meccanismi “sostanzialmente additivi”, perché inducono a rincorrere il piacere della ricompensa, mentre la punizione e il rinforzo negativo rinnovano continuamente la paura di non essere abbastanza” Continua a leggere

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