VALUTAZIONE DEI COMPORTAMENTI PRESCRITTIVI PER LO SCREENING DELLE MALATTIE A TRASMISSIONE PARENTERALE IN UN DIPARTIMENTO DIPENDENZE

La rivista Mission ha pubblicato i risultati di uno studio realizzato dal Dipartimento Dipendenze della ASL di Brescia relativo alla valutazione dei comportamenti prescrittivi per lo screening delle malattie a trasmissione parenterale.
Lo studio ha preso avvio dall’analisi di alcuni dati di precedenti studi condotti a livello nazionale (2009) che evidenziavano una forte diminuzione del tasso di incidenza da infezione HIV e di AIDS tra i consumatori di stupefacenti per via ineittiva: il 22,7% dei nuovi casi di AIDS erano attribuibili alla tossicodipendenza contro il 45,4% di dieci anni prima.
In linea con la tendenza evidenziata da tali studi, i dati rilevati presso i Ser.t della ASL di Brescia nell’anno 2009 davano tra i nuovi casi una prevalenza del 2%, tuttavia la percentuale delle persone testate era scesa dal 60% nel 1994 al 37%.
Questi dati, sebbene dimostrassero il successo dei programmi di prevenzione secondaria attuati in passato, hanno aperto degli interrogativi sul motivo per cui una percentuale sempre più bassa di pazienti aveva eseguito gli screening. In particolare gli autori dello studio si sono chiesti se tale situazione corrispondeva ad un’effettiva scomparsa dei fattori di rischio che indicavano l’esecuzione dei test sierologici o se era frutto di un calo dell’attenzione nei confronti di queste infezioni.
Per verificare questa ipotesi gli autori hanno realizzato nel 2010 uno studio campionario sulle prescrizioni effettuate dai medici del Dipartimento Dipendenze dell’ASL di Brescia e sui pazienti che si erano sottoposti a tale screening.
Lo studio indendeva verificare:
ü la prevalenza di fattori di rischio dichiarati per infezioni a trasmissione parenterale o sessuale (MST) nei pazienti che si erano rivolti per la prima volta al sert;
ü la presenza o assenza di fattori di rischio dichiarati nei pazienti sottoposti e non sottoposti allo screening;
ü la prevalenza di positività per HCV-Ab, HBsAg, HIV-Ab e marker della sifilide nei pazienti testati, in presenza di fattori di rischio dichiarati;
ü la prevalenza di positività per HCV-Ab, HBsAg, HIV-Ab e marker della sifilide nei pazienti testati, in assenza di fattori di rischio dichiarati;
ü la eventuale variazione della percentuale di adesione allo screening in base al motivo di accesso al Servizio.
I risultati della ricerca sugeriscono che la riduzione dei nuovi pazienti testati non è dovuta ad una riduzione dell’attenzione da parte dei medici ma ad una riduzione dei fattori di rischio che sono stati bersaglio degli interventi di prevenzione negli anni passati.
Infine, i dati della letteratura scientifica internazionale e i risultati dello screening effettuato sui pazienti con fattori di rischio e su coloro che, pur non presentandone, hanno accettato di eseguire i test non suggeriscono di modificare le indicazioni in vigore.
VALUTAZIONE DEI COMPORTAMENTI PRESCRITTIVI PER LO SCREENING DELLE MALATTIE A TRASMISSIONE PARENTERALE IN UN DIPARTIMENTO DIPENDENZE
Mariagrazia Fasoli, Antonia Cinquegrana
Mission – Periodico Trimestrale della Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze
n. 34 / 2012
pag. 61-64
La rivista è disponibile c/o il Cesda
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