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ecco come lavora un algoritmo

L'algoritmo di TIK TOK, che si chiama "Per te", comincia a lavorare nell'istante in cui l'utente apre l'app: "(...) Gli mostra un singolo video a schermo intero e a ciclo continuo, quindi valuta la loro reazione: un secondo di visione o di esitazione segnala interesse; il passaggio veloce al video successivo suggerisce il desiderio di guardare altro.

data di pubblicazione:

13 Gennaio 2023

Se qualcuno ancora pensa che l’app TIK TOK sia solo dedicata a video di balletti di pochi secondi forse dovrebbe cercare di approfondire l’argomento. E’ quanto afferma Drew Harwell in un articolo del The Washington Post e riportato dalla rivista Internazionale. Negli ultimi due anni questa app viene usata dai due terzi degli adolescenti americani ed un utente su tre, negli USA, dichiara di usarlo regolarmente per seguire l’attualità. 

Ma cosa c’è dietro al successo di questa app, di proprietà del colosso tecnologico cinese ByteDance? Quali sono i motivi  che l’hanno portata a sostituirsi ai “vecchi” social network nelle preferenze delle persone, soprattutto più giovani?
Uno dei motivi principali sembra essere la possibilità di diventare famoso e ricco da un giorno all’altro, come dimostrano i casi di Shelby Renae e Brad Zimermann, due perfetti sconosciuti fuori dal canale fino a poco tempo fa.
Interessante soprattutto il meccanismo che distingue il lavoro di TIK TOK dagli altri social: se questi ultimi “(…) hanno insegnato al mondo uno stile di connessione online basato su amicizie e passioni scelte dalle persone, TIK TOK offre un flusso infinito di video selezionati da un algoritmo capace di apprendere i gusti degli utenti in base a cosa guardano, cosa mettono in pausa o cosa scorrono ogni secondo. Non siete voi a dire a TIK TOK cosa volete vedere. E’ lui che ve lo dice. E la rete non può più farne a meno”.
Qualcuno afferma che questa app “(…) sta plasmando il modo in cui una intera generazione impara a conoscere il mondo“.
Di fatto questa app negli USA rappresenta lo strumento principale per gli adolescenti di passare il tempo libero e socializzare, ma anche in Italia comincia a essere già molto diffusa.
Secondo alcuni insegnati di un liceo statunitense intervistati, l’app starebbe plasmando anche il modo con cui i giovani si comportano e parlano, visto che alcuni termini possono essere bloccati dal sistema e farti perdere visualizzazioni.
L’algoritmo di TIK TOK, che si chiama “Per te”, comincia a lavorare nell’istante in cui l’utente apre l’app: “(…) Gli mostra un singolo video a schermo intero e a ciclo continuo, quindi valuta la loro reazione: un secondo di visione o di esitazione segnala interesse; il passaggio veloce al video successivo suggerisce il desiderio di guardare altro. A ogni dato l’algoritmo restringe il campo da una massa uniforme di contenuti a un flusso raffinato e irresistibile. Diventa il canale video definitivo e questo è il suo unico scopo”. Si tratta di un processo particolarmente semplice per gli utenti, dove sono esentati anche dal decidere quali interessi seguire.
Questo continuo fluire di video che TIK TOK chiama “continui cicli di coinvolgimento” “(…) lo rendono più indimenticabile, emozionante, e immersivo della televisione.
Uno studio finanziato dall’azienda ha analizzato le scansioni di immagini celebrali di alcuni utenti, scoprendo che le persone interagiscono con l’app dieci volte al minuto, il doppio rispetto agli altri social network”.
Inoltre sempre secondo i ricercatori “(…) TIK TOK ha sostituito il “meccanismo di decidere cosa guardare” con una “scarica sensoriale di brevi video che forniscono un rilascio continuo di endorfine”.
Per evitare fenomeni negativi sugli utenti che passano troppo tempo davanti ai video, l’azienda ha attivato dei sistema di allerta che incoraggiano le persone a prendersi delle pause, esortandole “(…) a bere acqua e a tornare più tardi“.
Probabilmente questi avvertimenti, che sono diventati argomenti su cui scherzare in rete, rappresentano dei segnali importanti da tenere in considerazione per la salute psichica e fisica, soprattutto delle persone più giovani.

INTERNAZIONALE. 9/15 DICEMBRE 2022, n. 1490

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