UTILIZZI E FUNZIONI DELL'OPPIO NELL' ANTICHITA': UNO STUDIO ARCHEOLOGICO

data di pubblicazione:

8 Novembre 2022

Uno studio Israeliano sugli utilizzi dell’oppio,  pubblicato sulla rivista Archaeometry, cerca di fare luce su quando questa sostanza psicoattiva cominciò ad essere usata, non solo a scopo medico, ma anche come sostanza a scopo ricreativo e per motivi religiosi. Questa riflessione parte dal ritrovamento, all’interno di una tomba risalente al 1.500 a.C. nei pressi di Tel Aviv, di alcuni vasi che, secondo i ricercatori, contenevano oppio. 

Se per quanto riguarda le origini della pianta e della sua diffusione le tracce sono abbastanza chiare, per quanto riguarda gli usi che le popolazioni ne facevano restano ancora molti dubbi. Anche se spesso si associa la produzione di oppio a paesi asiatici, l’origine della sua domesticazione, ossia dove fu coltivato per la prima volta,  viene indicata in luoghi che si trovano in Europa, ed in particolare in Italia, nel lago di Bracciano, dove è stata rinvenuta una quantità di semi di papavero da oppio tale da far pensare ad una coltivazione risalente al 5.622-5.478 a.C..
Il ritrovamento nella tomba fa pensare ad un utilizzo legato a riti funebri e le principali ipotesi che fanno i ricercatori a riguardo sono che”(…) cercassero di evocare lo spirito dei parenti morti per portare avanti delle richieste e usassero l’oppio per raggiungere uno stato estatico. Alternativamente è possibile che l’oppio, posizionato vicino al corpo del defunto, avesse la funzione di aiutarne lo spirito a uscire dalla tomba”. Non essendoci fonti scritte è possibile solamente fare ipotesi.
Quello che invece è più certo, grazie a ritrovamenti archeologici, è un utilizzo  alimentare della pianta, soprattutto grazie ai suoi numerosi semi, che insieme a quella del lino, rappresentava una delle poche risorse per ottenere oli vegetali.
Su quando sono state scoperte le proprietà farmacologiche della pianta non ci sono periodi precisi e secondo Paolo Nencini, farmacologo comportamentale che ha insegnato Farmacologia all’Università La Sapienza di Roma, non ci sono prove di un uso ricreativo della sostanza.
“Sappiamo solo che verso la fine dell’Età del Bronzo il papavero da oppio cominciò a essere associato a significati simbolici, di carattere religioso, perché a partire dalla civiltà minoica – quella dell’isola di Creta – e fino all’età imperiale romana venne associato alle rappresentazioni di alcune divinità. È molto probabile che fosse legato alla fertilità, dato che le capsule dei papaveri, le stesse da cui peraltro si ottiene l’oppio, contengono numerosi semi”.
Ipotesi sull’utilizzo dell’oppio per le sue proprietà psicoattive nell’ambito di riti religiosi ci sono ma, nonostante alcuni ritrovamenti che dimostrano il loro utilizzo, mancano fonti scritte precedenti al Quarto secolo a.C. che lo attestino.

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