BOOM DEL BUSINESS DELLA CANNABIS IN THAILANDIA

In seguito alla legge che regolamenta la produzione e la commercializzazione di cannabis a uso medico approvata dal Parlamento il mese scorso, in Thailandia si registra nella società civile un forte interesse verso la cannabis, specie fra i giovani, secondo un articolo di Al Jazeera. Seppure la legge thailandese non preveda la liceità dell’uso ricreativo, stanno nascendo in tutto il paese iniziative micro-imprenditoriali e/o legate all’economia sommersa, per la produzione e la commercializzazione di cannabis anche al di là dell’uso medico. Ciò sta già ponendo vari problemi e dubbi, non solo rispetto allo statuto legale di queste iniziative, ma anche per i primi segnali di “saturazione” della catena produttiva. Sono migliaia le richieste di autorizzazione per la produzione legale di cannabis, ma ancora maggiori sono le micro-piantagioni clandestine.

La maggior parte dei piccoli business creati nell’ultimo periodo sono infatti di tipo “artigianale” o su scala casalinga: coltivazioni fai-da-te, micro-piantagioni, mini-business di accessori per fumare. In particolare, sono le fasce giovanili a esserne attratte, anche per le conseguenze della crisi economica dovuta alla pandemia e all’andamento incerto dell’industria del turismo, settore cruciale per l’economia nazionale. Gli esperti sono divisi sulle prospettive di questo settore nascente dell’economia sommersa: molte micro-attività potrebbero presto essere soppiantate dallo sviluppo di gradi aziende. Infine, è ovviamente decisivo se ci saranno altri interventi legislativi sul tema della cannabis.

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