I RUOLI DELLE DONNE NEL NARCOTRAFFICO IN AMERICA LATINA TRA PATRIARCATO E VIOLENZA

Negli ultimi anni sono aumentati gli studi sul ruolo delle donne all’interno del narcotraffico, specie in America Latina, che hanno cercato di superare gli stereotipi di genere dominanti che vedono le donne solo in funzioni subalterne e di vittime. In realtà, le indagini restituiscono profili sociali e traiettoie variegate per le donne implicate, di solito poste in posizioni di secondo piano, nelle organizzazioni criminali e comunque fortemente condizionate dalla cultura patriarcale egemone. Un articolo pubblicato su Talking Drugs esamina queste relazioni, mettendo in evidenza come l’inizio della carriera criminale sia spesso propiziato e condizionato da un partner o familiare maschile. “Tuttavia, le donne nel narcotraffico provengono in larga parte da contesti sociali svantaggiati, fanno lavori altamente rischiosi ai livelli più bassi della gerarchia criminale, in un’economia non regolata e controllata da uomini. E naturalmente, le donne in queste occupazioni vulnerabili, come corriere, venditrici al dettaglio o trasportatrici, sono più soggette a incarcerazioni e arresti, dove sono soggette a tutto il raggio punitivo delle politiche antidroga. (…) Questi casi stanno riempendo le prigioni in America Latina. Anche se il numero di uomini imprigionati per reati legati alle droghe (e in generale) oltrepassa di gran lunga quello delle donne, il numero di donne incarcerate per reati legati alla droga in molti paesi latino-americani sta incrementando notevolmente.” Secondo le ricercatrici intervistate, molto spesso le donne sono oggetto di pene sproporzionate rispetto al loro ruolo effettivo nel narcotraffico, così come le lunghe carcerazioni hanno spesso effetti drammatici sulle famiglie di origine.

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