DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE E MODELLI DI MAGREZZA PROPOSTI DAI SOCIAL: COME AFFRONTARE IL FENOMENO

I disturbi dell’alimentazione stanno aumentando considerevolmente nella popolazione giovanile, complice anche un modello di magrezza, proposto dai social, sempre più patologico. Per questo motivo Consulcesi Club propone un corso di formazione per medici e operatori sanitari dal titolo: “I disturbi del comportamento alimentare: dall’anoressia al binge eating – a letto senza cena”.

Siamo di fronte ad un problema sociale, “(…) dove  peso e forma fisica sono sempre più motivo di malessere psicologico, Basti pensare che gli ultimi dati registrati, risalenti all’anno pandemico, mostrano un aumento del numero di casi  pari al 40% rispetto all’anno precedente”. Purtroppo i social e la rete  contribuiscono a proporre, In modo incessante, modelli di corpo performativi, influendo sulle abitudini alimentari, soprattutto delle adolescenti, che si sentono costrette ad aderire a questi modelli per sentirsi accettate dai coetanei.
Ma non è solo questo, aggiunge Stefano Lagona, Psicologo Psicoterapeuta, “(…)  Oltre a patologie come anoressia e bulimia, che negli ultimi decenni hanno visto un progressivo abbassamento dell’età di insorgenza fino a riguardare bambini e preadolescenti, stiamo assistendo alla nascita e rapida diffusione di nuovi comportamenti devianti come l’ortoressia, la drunkoressia, bigoressia e pregoressia.”.
Per adattarsi a questi modelli si possono mettere in atto diversi comportamenti, tra cui  porre una attenzione esagerata al numero di calorie che si ingerisce attraverso il cibo, al desiderio di depurarsi o all’abuso di esercizio fisico per non apparire piccoli ed esili.
Anche molte donne in gravidanza non si sottraggono a questi comportamenti e pur di non aumentare di peso si sottopongono a diete e allenamenti prolungati. I disturbi che si sviluppano a seguito di questi comportamenti se “(…) non trattati in tempi e modi adeguati, possono diventare una condizione cronica, compromettendo organi e apparati, e portare alla morte nei casi più gravi”. Per questo motivo la presa in carico di persone affette da questi disturbi necessita  di  un approccio integrato fra varie figure professionali, che se adeguatamente formate, saranno in grado di  fare diagnosi corrette e precoci.

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