SCUOLA E SALUTE SESSUALE: UN PROGETTO SULLE INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMESSE

Le I.S.T. (Infezioni Sessualmente Trasmesse) sono ad oggi un gruppo di malattie infettive molto diffuse tra la popolazione, ma ancora poco conosciute, soprattutto tra i giovani che sono la categoria di persone più a rischio di contrarle, che rappresenta un importante problema di salute pubblica. Alla mancanza di conoscenza delle IST da parte dei giovani, si associa anche una mancanza di conoscenza rispetto ai servizi a cui fare riferimento in caso di bisogno, rappresentando una problematica che il progetto EduForIST vuole affrontare all’interno del contesto scolastico nazionale. Si tratta di un progetto finanziato dal Ministero della Salute per lo “(…) Sviluppo di strumenti tecnici e pratici per lo svolgimento di attività educative in ambito di sessualità, relazioni affettive e prevenzione delle IST nel contesto scolastico”.
Secondo il gruppo di lavoro del progetto”(…) L’educazione alla sessualità, e in particolare la Comprehensive Sexuality Education (CSE), è considerata uno dei mezzi più importanti per promuovere il benessere sessuale dei giovani e una componente chiave della strategia globale per la prevenzione dell’HIV e delle IST in Europa“.
Il progetto, partito nel 2020, della durata di 30 mesi, si articola in più fasi. La prima di queste riguarda l’identificazione e analisi documentale nazionale (sui progetti relativi a prevenzione e controllo delle IST nelle scuole secondarie di I e II grado), internazionale (su  progetti che promuovono la Sexuality Education SE) e la raccolta di buone prassi, a livello nazionale e regionale, tramite un questionario che indagava le Attività Educative (AE) realizzate dal 2016 al 2020.
Le conclusioni di questo lavoro iniziale ci dicono che se a livello globale gli interventi di SE sono sempre più inclusivi e  riguardano sempre di più i diritti, nel nostro paese ci sono ancora diverse criticità. Tra queste si evidenzia la disomogeneità di documenti “(…) relativi alla pianificazione e all’implementazione delle AE, nonché dell’attuazione delle stesse”, una partecipazione sempre maggiore alle AE da parte di enti privati, un approccio più improntato alla prevenzione dei rischi che alla CSE all’interno del curricolo scolastico e infine una scarsa documentazione relativa alla  valutazione  dell’efficacia degli  interventi.
“(…) Pertanto, sarebbe auspicabile l’introduzione nel curricolo scolastico di uno spazio dedicato all’educazione alla sessualità, all’affettività e alla prevenzione delle IST, che risponda alle necessità formative dei giovani, nonché allo sviluppo di strumenti per la sua implementazione condivisi”

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