NUOVO NUMERO DI MEDICINA DELLE DIPENDENZE SU LINGUAGGIO, NARRAZIONE E DIPENDENZE

Il nuovo numero di Medicina delle Dipendenze, disponibile presso Cesda, esamina come il linguaggio e la narrazione di sé influiscano in ambito clinico e possano rappresentare strumenti significativi di comprensione del vissuto del paziente nel processo terapeutico. Nell’editoriale, Stefano Canali sottolinea la valenza e gli usi terapeutici che la narrazione personale offre nel caso di disturbi psichici e dei disturbi legati all’uso delle sostanze. In quest’ultimo caso, la narrazione può favorire la ricostruzione di un’identità soggettiva unitaria e coerente dei sistemi emotivi, cognitivi e motivazionali. “Nel contesto di ricerca invece le narrazioni e i loro discreti elementi linguistici, semantici e sintattici, potrebbero rappresentare una nuova importante fonte di informazioni per far luce su alcuni degli aspetti psicologici più coinvolti nelle dipendenze e delle loro mutue interazioni con le dinamiche e le norme sociali. La dipendenza, come ogni narrazione, è un fatto sociale, oltre che del singolo: le impalcature cognitive, i tropi, le figure dei processi normativi e degli stereotipi sociali (spesso stigmatizzanti), ai paradigmi scientifici e dal modo con cui questi ultimi vengono comunicati nel contesto clinico e a livello pubblico. Un individuo eventualmente vive una dipendenza per come la incarna in sé, usando questi materiali linguistici e narrativi. Per questa ragione è importante una riflessione e un intervento sul linguaggio delle dipendenze. Se vogliamo davvero cambiare le storie di dipendenza dei soggetti che ne soffrono dobbiamo modificare il modo in cui in ambito clinico, scientifico e sociale viene riprodotto il racconto della dipendenza”

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