NUOVI SCENARI DI CONSUMO DI SOSTANZE NELL’ERA DELL’INTERCONNESSIONE

Roberto Gatti, medico psichiatra e responsabile del Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL città di Milano, espone interessanti riflessioni rispetto alla nascita di una nuova controcultura, legata a scenari e modelli di consumo di sostanze in parte inediti. Fra gli scenari di consumo delineati, Gatti ritiene che quello sviluppato a partire dagli anni ’90, in cui  le sostanze fungono da beni di consumo e la clientela appare molto differenziata – ma normalmente attiva e socialmente inserita – stia in parte modificandosi, attraverso un aumento della potenza delle sostanze che compensa la perdita di significato del consumo stesso. Più precisamente, Gatti elenca tre scenari di consumo che si sono succeduti. Il primo, legato al consumo di alcol e/o tabacco, pur provocando danni sociali molto sottovalutati, non genera allarme sociale, a differenza del secondo, dove centrale è il consumo endovenoso di varie sostanze e vi è marginalità diffusa fra consumatori e venditori. Nel terzo scenario, su cui Gatti si sofferma, le droghe non assumono più il valore di prodotto di nicchia, ma di beni di consumo “massificato”. Scrive Gatti: “Doping della vita quotidiana; usi situazionali, per occasioni e clientele differenziate. Forte spinta all’uso di cocaina, ma anche, per altri versi e significati, di cannabis. Possibile offerta ed utilizzo di diverse droghe sintetiche, (come le metanfetamine, cannabis sintetica, catinoni ecc.) da sole o miscelate ad altre e di farmaci (es. GHB, Benzodiazepine, Oppiacei ecc.). Organizzazione di vendita pluricanale anche tramite persone dello stesso ambiente del consumatore: vendita diretta nei luoghi di aggregazione; delivery efficiente e riservata, se necessaria, anche concorrente ad alcune possibilità offerte dalla Rete. Clientela molto differenziata, ma normalmente attiva e socialmente inserita“.

All’interno di questo contesto,  alcuni segnali indicano un cambiamento in atto: come per altri beni di consumo, “(…) La presenza sul mercato di droghe sempre più potenti ha la medesima funzione: compensare la perdita di significato di consumi che andavano massificandosi.  In pratica, la perdita di significato deve essere vicariata da effetti più forti di un prodotto, rispetto ad un altro, per renderlo ancora interessante. A confermare il tutto è la graduale conversione del mercato alle droghe sintetiche e Nuove Sostanze Psicoattive che, pur mimando gli effetti di sostanze di origine naturale, si caratterizzano, spesso, con una azione più potente (e pericolosa), anche quando potrebbero essere prodotte con una potenza analoga alle sostanze a cui si ispirano”.

Secondo Gatti, specie all’interno delle periferie urbane, nei gruppi giovanili l’utilizzo di sostanze, più che assumere un significato di identità e/o cultura specifica, come nelle contro-culture “classiche”, avrebbe una funzione di riempire il vuoto esistenziale o di senso, ma anche in parte di riscatto socio-economico: “(…) Qualcosa in linea con questo ragionamento, infatti, sta nascendo ed ha a che fare con scenari urbani o di periferia urbana ad alta emotività, dove, l’utilizzo di sostanze psicoattive, lecite o illecite, l’aggregazione in bande con un forte potere gerarchico, la presenza esibita di armi e di denaro liquido ed anche lo spaccio di sostanze, assumono un forte valore di riscatto socio-economico e, più in generale, di potenziale controcultura. Questo anche con azioni che assomigliano più ad una sorta di “guerriglia” che ad atti vandalici, dove una droga illecita oppure anche lecita, come l’alcol, si assume con il preciso e antico significato di darsi la carica prima di entrare in battaglia. Nuovi significati che potrebbero coinvolgere facilmente un mondo giovanile, sbilanciato, assieme al mondo dei meno giovani, da una sorta di vuoto culturale e di perdita di identità, che ha  caratterizzato il repentino passaggio dalla società post-industriale alla società interconnessa.”

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