ALCUNI TEMI DEL X CONGRESSO FEDERSERD

Il Quotidiano della Sanità riporta alcuni brevi resoconti dei lavori del X Congresso nazionale di FederSerd. Nella giornata di apertura del 3 novembre, il momento centrale è stato affidato ai vari saluti istituzionali, a partire dalle comunicazioni dell’attuale presidente di FederSerd Guido Faillace, a cui sono seguiti gli interventi di Daniele Frongia, vice capo di gabinetto del Ministro alle politiche giovanili con delega alle politiche sulle dipendenze Fabiana Dadone, del capo Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri Flavio Siniscalch e di Letizia Moratti, Vicepresidente della Regione Lombardia e Assessore al Welfare. Fra gli altri interventi si segnala Sabrina Molinaro del CNR, di Daniela D’Angela del Centro studi CREA e le letture magistrali di Gilberto Gerra, già direttore del Dipartimento Droghe e Salute delle Nazioni Unite a Vienna, di Fausto D’Egidio past president di FeDerSerD e di Felice Nava, direttore del comitato scientifico di FeDerSerD.

Nella giornata di lunedì 8 novembre è intervenuto al Congresso Andrea Costa, il sottosegretario del ministero alla Salute con delega alla prevenzione, al monitoraggio e ai percorsi terapeutici connessi al fenomeno delle dipendenze. Secondo Costa, il ruolo dei SerD, provato anche nella difficile fase di emergenza pandemica, rimane insostituibile e centrale a livello di presidio territoriale. Tuttavia, è fondamentale che i SerD lavorino in un’ottica sempre più integrata e multidisciplinare, sia per motivi di efficienza organizzativa che di aggiornamento alle nuove manifestazioni dei disturbi e delle patologie associate al consumo di sostanze. “Bisogna definire azioni uniformi per la prevenzione, cura e riabilitazione delle dipendenze, per la riduzione del danno e la limitazione dei rischi correlati al consumo di sostanze psicoattive legali e illegali e per l’organizzazione del sistema dei servizi sociosanitari dedicati”. “In questo contesto i Ser.D sono centrali, soprattutto grazie all’integrazione con l’insieme delle altre cure di prossimità, dai distretti socio sanitari ai Medici di Medicina Generale, fino alle strutture specialistiche aziendali e alle comunità terapeutiche. L’azione dei Servizi per le Dipendenze può rappresentare un valore aggiunto per un nuovo sistema di strategie terapeutiche multidisciplinari”. Puntuale il richiamo alla pandemia che ha evidenziato come “i Ser.D, nonostante il periodo complesso non hanno mai interrotto la propria attività, rappresentando un presidio fondamentale sul territorio, punto di interazione tra i pazienti e le loro famiglie e il Servizio Sanitario Nazionale, fornendo prezioso supporto e costante assistenza ai cittadini. Il lockdown ha aggravato il fenomeno delle dipendenze. Dobbiamo dunque farci trovare pronti, anche con nuove assunzioni, sfruttando al meglio l’opportunità del PNRR e dei futuri investimenti in sanità. Solo così saremo in grado di mettere le strutture nelle condizioni di fornire le risposte di cui i cittadini hanno bisogno”. E ancora un richiamo “All’interno di una strategia intersettoriale è necessario realizzare interventi basati su evidenze di efficacia, adattando modalità e contenuti ai contesti e ai destinatari degli interventi, migliorando le capacità e le competenze di programmatori, progettisti e operatori del settore”.
Costa è entrato infine nel merito di un tema caldo in questo Congresso “Il Dipartimento delle dipendenze assume un carattere essenziale soprattutto in un’ottica multidisciplinare essendo ormai le dipendenze caratterizzate non solo dalle sostanze ma anche da patologie di natura comportamentale, fermo restando la collaborazione essenziale con i Dipartimenti di salute mentale”.

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