NETTA DIMINUZIONE DELLA SPESA 2020 PER IL GIOCO D’AZZARDO

I dati ufficiali sul gioco d’azzardo del 2020 mostrano, per la prima volta dopo anni di forte crescita, una netta diminuzione della spesa annua complessiva, pari al – 33%, mentre sul consumo/spesa per slot e macchinette la diminuzione è stata ancora maggiore ( – 47%). Se la chiusura dei centri di scommessa, insieme alle altre misure di contenimento della mobilità per frenare la diffusione della pandemia, hanno così avuto nel 2020 un innegabile effetto sui volumi di gioco d’azzardo, tale tendenza è stata più accentuata nelle regioni e nei comuni dove vigono specifiche ordinanze di contrasto al gioco d’azzardo. Secondo l’analisi di Marco Dotti per il settimanale Vita, infatti, ” i dati dimostrano che, al di là dell’emergenza Covid e del lockdown, già dal 2019 si era registrata una flessione del dato relativo alla spesa in azzardo in alcune Regioni (su tutte Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Calabria, Emilia-Romagna, Marche e Lazio). Riduzione dovuta, da un lato, alla presenza di leggi regionali e regolamenti comunali più restrittivi e a tutela della salute (anziché del business) e – ammettono onestamente dall’Agenzia – «all’entrata in vigore delle regolamentazioni comunali in materia di orari di apertura dei punti gioco», dall’altro dalla conseguente riduzione del numero di macchinette presenti sul territorio.” Per Dotti ciò significa che norme adeguate possono essere efficaci nel ridurre la domanda d’azzardo e nel prevenire così una parte dei disturbi legati al gioco d’azzardo patologico.

Un altro punto interessante è relativo alla ripartizione della spesa per il gioco d’azzardo legale nel 2020: circa il 55% è classificato come “gioco a distanza”, contro il 45% del “gioco fisico”. Insieme, gioco a distanza e gioco fisico hanno fatturato nel 2020 valore per ben 88,38 mil. di euro di raccolta, per un contributo per l’Erario pari a poco più di 7 mil. di euro.

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