L’USO DI CANNABIS IN ADOLESCENZA E LO SVILUPPO DI DISTURBI PSICOTICI: NON VI E’ ASSOCIAZIONE DI TIPO CAUSALE

Un articolo pubblicato recentemente sul Journal of Abnormal Psychology, Adolescent cannabis use and adult psychoticism: A longitudinal co-twin control analysis using data from two cohorts, affronta uno dei temi più discussi riguardo alla cannabis: il tipo di nesso fra uso di cannabis e insorgenza/maggiore incidenza di disturbi di tipo psicotico. Da tempo una parte degli studiosi attribuisce a questa associazione, per alcuni di tipo causale, una delle principali ragioni di opposizione a politiche di regolazione sulla cannabis diverse da quelle proibizioniste. Eppure, i risultati dello studio suggeriscono che se è vero che fra i consumatori di cannabis vi è una maggiore incidenza di psicosi, questa non è causata direttamente dalla cannabis. I ricercatori dell’Institute of Child Development dell’Università del Minnesota, USA, hanno avviato una ricerca su due coorti di gemelli, per un campione di oltre 1500 casi, per analizzare se l’associazione tra uso di cannabis e psicosi, “riflette un effetto causale dell’esposizione alla cannabis o un confondimento residuo”. Gli autori hanno  verificato un aumento di casi di psicosi sia per i consumatori di cannabis durante l’adolescenza che per quelli definibili “problematici”.

Al tempo stesso, tuttavia, i ricercatori “non hanno trovato alcuna prova di un effetto della cannabis sui disturbi psicotici o su una qualsiasi delle sue sfaccettature nei modelli di controllo “co-twin” che confrontavano il gemello che faceva un uso maggiore di cannabis con il gemello che ne usava meno. Non abbiamo osservato neppure alcuna prova di un effetto differenziale della cannabis sui disturbi psicotici per rischio poligenico di schizofrenia“. Nelle conclusioni i ricercatori affermano che “Sebbene l’uso e il disturbo della cannabis siano coerentemente associati ad un aumento del rischio di psicosi, i presenti risultati suggeriscono che questa associazione è probabilmente attribuibile a confondimenti familiari piuttosto che ad un effetto causale dell’esposizione alla cannabis.”

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