DROGHE E CRIMINALITA’ ORGANIZZATA IN OLANDA

Sono sempre più numerosi e inquietanti i segnali di pericolo e di allerta in Olanda rispetto alle infiltrazioni criminali nella produzione e nel traffico di droghe illegali. Se è da anni che il paese è ritenuto un crocevia di fondamentale importanza per le organizzizoni e le reti criminali attive nel narcotraffico, è molto più recente il salto di qualità di tali organizzazioni, che si sono concretizzati in attentati, omicidi di importanti giornalisti investigativi e in minacce a esponenti politici di primo piano, come l’attuale primo ministro Rutte. Un articolo del quotidiano El Pais, tradotto in italiano sul sito di Aduc, traccia un panorama aggiornato della situazione. “I Paesi Bassi hanno un problema di sicurezza nazionale a causa della criminalità organizzata associata al traffico di droga. Agli omicidi incrociati tra membri di diverse bande che operano anche dal Belgio, si sono avuti tre attentati mortali negli ultimi tre anni. Il fratello di un testimone dell’accusa, il suo avvocato e un noto giornalista investigativo – Peter R. de Vries – sono stati uccisi in mezzo alla strada.
E la cosa non si ferma qui. L’ultimo ad essere minacciato è il primo ministro Mark Rutte, che è passato dall’andare in bicicletta ovunque all’essere pesantemente sorvegliato.
La polizia nazionale preferisce non entrare nei dettagli, ma i dati a sua disposizione indicano un possibile attentato o rapimento del presidente da parte delle mafie che distribuiscono la cocaina in arrivo dal Sudamerica. Con tre porti chiave in Europa – Anversa, Rotterdam e Amburgo – la gara per il controllo di un business multimiliardario è descritta da agenti e investigatori come un tentativo di colpo di stato contro la democrazia olandese, di cui Rutte è il principale rappresentante eletto. Di fronte a un’allerta di questo tipo a causa della sua posizione, Rutte non può rifiutare la protezione.

(…) A Jelle van Buuren, esperta in questioni di sicurezza all’Università di Leiden, sembra che “la minaccia non è come quella del terrorismo politico o politico-religioso, ma compromette la sicurezza nazionale perché la criminalità organizzata minaccia di attaccare l’ordine democratico“. C’è un altro dettaglio di grande valore simbolico legato al fatto che i politici si muovono liberamente nei Paesi Bassi. “È un potente messaggio culturale di come si vuole governare ed essere affidabili, anche se il mondo cambia e non siamo un’isola”, afferma. A questo punto, il capo della polizia Struijs ricorda che ci sono grandi e piccoli gruppi nel traffico di droga, “e giovani coinvolti anche in Belgio e Spagna che lo considerano un modo veloce per guadagnare tanti soldi. Non possiamo essere ingenui. Sia terrorismo che avidità e droga, è chiaro che alla base c’è un tentativo di destabilizzare la società».
Sebbene sia la presidenza del governo che il coordinatore della lotta al terrorismo evitino di commentare, che il primo ministro sia nel mirino dei narcotrafficanti dimostra che il problema della droga può sfuggire al controllo. “Abbiamo visto la situazione peggiorare nell’ultimo decennio e dal 2019 è ancora più grave. Nel 2018 abbiamo già pubblicato un rapporto in cui dicevamo che i Paesi Bassi presentano i tratti di un narco-stato”, spiega Struijs. Intimidendo i rappresentanti del sistema giudiziario e del governo, “queste bande cercano di dimostrare di controllare il traffico di droga e non intendono lasciarlo andare”, aggiunge. Peter R. de Vries aveva ricevuto segnali di minacce dalla malavita, ma sosteneva che la sicurezza stesse ostacolando il suo lavoro. Quindi, il suo omicidio, alla luce del giorno e nel centro di Amsterdam, ha generato un dibattito sul fatto che avesse guardie del corpo o preferisse andare da solo.
(…) Un’analisi delle acque reflue ha dimostrato che Amsterdam e Rotterdam sniffano “circa 40.000 linee di cocaina al giorno“, secondo Fred Westerbeke, commissario capo di Rotterdam. L’anno scorso a Rotterdam sono state sequestrate 43 tonnellate di cocaina. A settembre, una dozzina di consumatori di questa droga ha telefonato ai servizi di emergenza per chiedere aiuto. Erano stati stipati in un container di legno per la spedizione di tronchi per mezza giornata, in attesa di prendere il carico all’interno di un altro, e non avevano ossigeno. Sono stati soccorsi in tempo in un terminal portuale, assistiti da operatori sanitari e poi arrestati. Finora quest’anno ci sono già stati 325 arresti simili.”

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