FUMATORI E COVID-19: MAGGIORI PROBABILITA’ DI OSPEDALIZZAZIONE E DI DECESSO

Un nuovo studio, Smoking and COVID-19 outcomes: an observational and Mendelian randomisation study using the UK Biobank cohort, pubblicato sulla rivista Thorax, smentisce con nuovi dati e attraverso una metodologia di ricerca più solida rispetto a studi precedenti, la presunta minore esposizione dei fumatori allo sviluppo di forme severe di Covid-19. Secondo i risultati del nuovo studio, in realtà i fumatori  avrebbero circa il 60/80% di probabilità in più, rispetto ai non fumatori, di essere ospedalizzati a causa del virus, e anche una maggiore probabilità di morirne, specie se sono forti fumatori. Ciò sembra correggere studi precedenti, alcuni dei quali erano stati ritirati perché finanziati dalla lobby dell’industria del tabacco o ridimensionati a causa della metodologia utilizzata, basata su soli dati osservazionali. Nel nuovo studio, sono stati combinati dati di diverso tipo: cartelle cliniche, risultati di test Covid-19, dati sulle ammissioni ospedaliere, certificati di decesso, dati genetici su un campione di 421.469 participanti dello studio UK Biobank.  

In comparazione a coloro che non hanno mai fumato, gli attuali fumatori hanno l’80% di probabilità in più di essere ammessi in ospedale per Covid-19 e sono più a rischio, in modo significativo, di morire se infettati. Per investigare la relazione fra fumo e Covid-19, il team di ricerca ha usato una tecnica chiamata randomizzazione Mandeliana, che usa le varianti genetiche come proxies per un particolare fattore di rischio, in questo caso le varianti genetiche che contribuiscono al fatto che una persona sia più predisposta al fumo o a fumare in modo consistente, al fine di ottenere prove ulteriori per una relazione di tipo causale. Anche se il contributo di ciascuna di queste varianti è piccola, e non sempre si comprende perché incrementano la probabilità soggettiva di diventare fumatore, esse evitano molte limitazioni degli studi osservazionali e possono offrire una fotografia dell’eventuale collegamento genetico fra il fumo e Covid-19.

L’analisi di randomizzazione Mandeliana ha anche supportato il colllegamento fra fumo e peggiori esiti Covid-19, trovando che una predisposizione genetica al fumo era associata con un rischio di infezione più alto del 45% e con un rischio di ammissione ospedaliera più alto del 60%. Infine, una predisposizione genetica al fatto di fumare molto è associata a un rischio più che doppio di infezione; a un incremento pari a cinque volte nel rischio di ammissione ospedaliera e un incremento di dieci volte del rischio di decesso.

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