DIPENDENZE E SALUTE MENTALE: VERSO UNA NUOVA GOVERNANCE?

data di pubblicazione:

15 Agosto 2021

Nelle settimane scorse, a seguito di un documento elaborato da Agenas, (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali) che in un passaggio chiave prefigurava, all’interno di una nuova governance delle dipendenze e della salute mentale, un ruolo di direzione dei servizi di Salute Mentale sull’attuale assetto dei servizi di cura per le Dipendenze, si è acceso un primo confronto pubblico. Da parte delle principali Società Scientifiche nazionali attive nel campo delle Dipendenze, si è registrata una netta contrarietà alla proposta, che ridimensionerebbe autonomia e specificità dei servizi stessi. Secondo Luigi Stella e Ernesto de Bernardis di SITD, è necessario scongiurare il pericolo di uno smantellamento di fatto dei Dipartimenti delle Dipendenze, che segnerebbe un irragionevole arretramento culturale e scientifico. Scrivono Stella e De Bernardis in un passaggio  della lettera aperta pubblicata su Il Quotidiano della Sanità: “Si vogliono smantellare i Dipartimenti delle Dipendenze per far affluire nei Distretti i Ser. D. e gli stessi nella Psichiatria, senza nessuna evidenza scientifica, mettendo mano ad una riforma che sconvolgerà l’assistenza nel nostro segmento.
Le Dipendenze patologiche sono malattie complesse e multifattoriali e dinamiche, con risvolti di natura chimica e comportamentale. La risposta deve essere altrettanto complessa e multifattoriale, e che richiede interventi che anticipano e mitigano su grandi numeri lo sviluppo della patologia, che ne riducono concretamente i danni, che individuano e trattano le malattie somatiche correlate: interventi e prassi a tutt’oggi estranei al corpus organizzativo della psichiatria, perlomeno in Italia.

Altresì, per come va oggi la società, l’intervento nel campo delle Dipendenze deve giocoforza superare la visione centrata sulla patologia, e per una parte della popolazione generale deve assumersi il compito di aiutare in maniera non moralistica persone che fanno un uso non ancora patologico di sostanze legali o illegali, o che si impegnano in comportamenti gratificanti a rischio, in maniera da contribuire a mantenerli entro i limiti dell’autocontrollo e di danni limitati. (…) Il rischio concreto è che la Psichiatria inglobi personale, strutture, prassi e cultura dei Servizi per le Dipendenze, sottraendoli al loro specifico, per costituire un ghetto di psichiatria minore, destinata a pazienti delegittimati e resi marginali, annullando un patrimonio di peculiare conoscenza ed esperienza che invece va preservato e trasmesso.

Purtroppo, nonostante tutto questo, molteplici difficoltà stanno contribuendo nel nostro Paese ad affossare quanto di buono si è cercato di costruire in questi anni con la Legge 309/90 e la Legge 45, la cosiddetta Legge Lumia. Fagocitare i Ser. D. non è una buona idea né dal punto di vista dell’efficacia né dal punto di vista dell’efficienza, ma ormai poche Regioni resistono a questo scempio sistematico. Questo disastro è sotto gli occhi di tutti, ma nessuno muove un dito per fronteggiare la situazione, anzi Agenas continua e rafforza lo scempio.”

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