DADONE: DOPO LA PANDEMIA, RIPARTIRE DALLA CENTRALITA’ DELLE PERSONE

Al settimanale Vita la ministra per le Politiche giovanili con delega alle politiche antidroga Fabiana Dadone, intervenendo alla video conferenza “Dalla rete delle relazioni alle nuove politiche sulle dipendenze”, promossa da Cnca, Fict e Intercear, ha dichiarato che è necessario, dopo la pandemia, restituire centralità alle persone e alle relazioni. La ministra ha inoltre espresso l’impegno di convocare entro la fine dell’anno la Conferenza Nazionale sulle Droghe, attesa dal 2009. «La pandemia ci ha insegnato di riportare le persone al centro, soprattutto quelle fragili», ha ricordato Dadone, «Il paradosso che ci ha mostrato la pandemia è che quasi tutto si è fermato tranne la diffusione e il commercio delle sostanze. Questo ci deve far riflettere. Dalla Relazione annuale al Parlamento sulle droghe, vediamo che c’è stato un aumento di sequestro di sostanze psicoattive; c’è stata una contrazione della cannabis ma l’utilizzo della cocaina si è quadruplicato e sono state censite più di cento nuove sostanze psicoattive». Oggi «abbiamo bisogno di ripartire dalle relazioni umane con la presa in carico della persona, ma anche con il rapporto che si crea con la famiglia e il supporto che questa può dare in termini di prevenzione e di denuncia del disagio». «Inutile andare dietro le sostanze ma dobbiamo lavorare sulle persone e sulla prevenzione e sull’informazione, lavorando con i giovani facendo capire i rischi», ha concluso la ministra.

Flavio Siniscalchi, capo del Dipartimento per le politiche antidroga, ha sottolineato che «oggi è stata pubblicata la Relazione sulle droghe sul sito del Dipartimento. Dobbiamo cogliere gli spunti di innovazione e la capacità di resilienza che i servizi hanno mostrato nel periodo della pandemia», ha aggiunto, annunciando che il ministro Dadone, con il Dipartimento Politiche antidroga, ha avviato “tavoli di confronto” condivisi con la partecipazione di tutti gli attori del settore finalizzati a preparare la Conferenza nazionale. Il 5 luglio, continua il capo del Dipartimento, «ci sarà un gruppo di lavoro con tutte le comunità terapeutiche per iniziare ad avviare un ragionamento sulla metodica e sulle modalità con le quali intendiamo avviare la conferenza nazionale sulle droghe».

Per Luciano Squillaci, Presidente FICT: «Celebriamo la giornata mondiale di lotta alla droga, e lo facciamo come nostro stile insieme. Ma non siamo qui per chiedere qualcosa alla politica ed alle istituzioni. Il tempo delle richieste è terminato. Oggi vogliamo trasformare questa pandemia, questa tragedia planetaria, che ci ha resi terribilmente consapevoli della nostra fragilità, in una opportunità. Ripartiamo dalla relazioni, perché pensiamo che sia davvero il modo più giusto per ricominciare a vivere, tornando ad occuparci di chi ci sta accanto, a partire dalle persone più deboli.” “E con questa attenzione all’altro intendiamo agire. Vogliamo ricostruire il sistema delle dipendenze su basi differenti per essere capaci di rispondere ai bisogni che negli ultimi 30 anni sono profondamente cambiati e differenziati. Per raggiungere questo obiettivo», continua il Presidente FICT, «abbiamo bisogno dell’unità e del coinvolgimento di tutte le realtà che operano nelle dipendenze, delle Reti istituzionali e soprattutto delle Reti territoriali. Consapevoli che la riforma della normativa 309/90 è ormai necessaria e che si costruisce sui territori».

«Per questo apprezziamo che il Ministro Fabiana Dadone, con il Dipartimento Politiche Antidroga, diretto dal dott. Flavio Sinischalchi, ha inteso avviare un lavoro condiviso e con la partecipazione di tutti gli attori del settore finalizzati a preparare la Conferenza Nazionale che, come noto, manca ormai dal 2009 e che più volte, senza successo, abbiamo sollecitato negli anni passati».

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